Il ministro prende posizione contro il via libero europeo alla patata transgenica Amflora. non esclude il ricorso a un referendum e annuncia maggiori garanzie su etichette e certificazioni. Diviso l'associazionismo agricolo
Il ministro delle politiche agricole Luca Zaia ribadisce la sua "netta contrarietà" agli ogm e annuncia che l'Italia chiederà la clausola di salvaguardia contro la diffusione della patata transgenica Amflora di cui ieri la Commissione Ue ha autorizzato la coltivazione in Europa. 'Non è vero che non sarà usata nell'alimentazione - osserva il ministro - essendo impiegata nei mangimi entra di fatto nella catena alimentare e non è da poco mangiarsi un prodotto risultato resistente ad un antibiotico".
Il ministro, nell'esprimere sorpresa sul fatto che la Commissione Ue "abbia tenuto per anni una determinata linea, per poi abbandonarla improvvisamente", ricorda come dal suo insediamento abbia detto netto no in sede comunitaria ad ogni proposta Ogm. Una contrarietà, spiega Zaia che sta valutando anche l'ipotesi di un referendum popolare, fondata su una serie di motivazioni che vanno dai rischi per la salute, alla volontà di salvaguardare l'aspetto identitario dell'agricoltura nazionale.
Gli Ogm poi, sottolinea il ministro, non risolvono il problema della fame nel mondo perché "anche con più cibo tre miliardi di persone non hanno i soldi per pagarlo", né tantomeno i prodotti transgenici assicurano più soldi a chi li produce. "Chiedetelo a un agricoltore Usa che coltiva Ogm - dice Zaia - Risponderebbe che fa fatica a sbarcare il lunario", sulla scia di una crisi uguale per tutti. Mentre è di rilievo il fatto che sulle principali borse cerealicole prodotti Ogm-free, come grano e mais, hanno quotazioni più elevate rispetto alle commodities Ogm.
"Il problema, semmai - commenta Zaia - è quello di un mercato asfittico che bisogna rivitalizzare. Verrebbe la tentazione di chiedere una fideiussione sui loro capitali a coloro che raccontano favole agli agricoltori sugli Ogm". Il ministro esprime inoltre l'intenzione di rafforzare il sistema di certificazioni e di etichettatura e di aprire "un ragionamento approfondito" anche sulla cosiddetta soglia di tolleranza al di sotto della quale non è necessario indicare la presenza di Ogm nelle sementi.
Sugli Ogm è intanto contrastata la posizione delle principali organizzazioni agricole. A favore è Confagricoltura che sottolinea come "da anni i mangimi destinati agli allevamenti da cui nascono le nostre migliori produzioni alimentari contengono vegetali transgenici, ma finora pare che nessuno se ne sia accorto". Confagri esprime anche "delusione nel veder cavalcare a scopi anche elettorali un argomento importante come quello degli organismi geneticamente migliorati". In materia economica, secondo la confederazione, gli Ogm potrebbero inoltre aiutare, anche in Italia, numerosi comparti produttivi in crisi.
Confagri stima ad esempio che per il mais il valore aggiunto potrebbe toccare circa 280 milioni di euro l'anno. A fianco del ministro nella guerra agli Ogm si schierano invece la Cia-Confederazione italiana agricoltori e Coldiretti. La Cia chiede al governo di emanare al più presto una legge che vieti le coltivazioni Ogm in Italia e che obblighi sull'etichetta dei prodotti agroalimentari la presenza di biotech. Quanto a Coldiretti, plaude alla richiesta della clausola di salvaguardia e si dice "pronta ad ogni iniziativa di carattere legislativo o referendaria per mantenere il territorio italiano libero da coltivazioni Ogm". (Ansa)












