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OSSERVAZIONI AL PIANO D'AREA VALLI GRANDI VERONESI

Oggetto: Osservazioni al “Piano di Area delle Pianure e Valli Grandi Veronesi” - Legge regionale 23 aprile 2004, n. 11 (art. 25) - adottato con deliberazione di Giunta Regionale n. 1131 del 23 marzo 2010 e pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto n. 32 del 16 aprile 2010.
 

Il sottoscritto Michele Bertucco, Presidente di Legambiente Veneto con sede in Rovigo, Corso del Popolo, 276, presenta le seguenti osservazioni al Piano di Area delle Pianure e Valli Grandi Veronesi:

IL SISTEMA DELLE VALENZE STORICO AMBIENTALI

Il paesaggio agrario ancora molto ampio è la caratteristica storico ambientale principale della bassa pianura veronese.

Tuttavia, il sistema delle valenze storico ambientali del Piano d’Area delle Pianure e Valli Grandi Veronesi, non comprende articoli specifici sulla sua tutela complessiva e per la sua ricostruzione.

Il paesaggio agrario delle pianure veronesi ha subito nel corso dei decenni una forte trasformazione dovuta sia alla diffusione degli insediamenti che all’evoluzione dell’agricoltura.

Divenuta col tempo sempre più industrializzata, ha determinato la progressiva diminuzione di naturalità intesa come perdita di alberi, siepi, filari, ecc.; l’accentuazione della regimentazione delle acque ha causato, tra l’altro, la perdita di parecchi ambiti di risorgiva; la perdita della seppur lieve connotazione di una morfologia del paesaggio solo lievemente ondulata attraverso diversi interventi di livellamento dei piani campagna.

La diffusione degli insediamenti, dal punto di vista paesaggistico ha fatto perdere, specialmente lungo gli assi di maggiore scorrimento quegli orizzonti aperti e vastissimi che erano la caratteristica principale di quelle zone di pianura. Inoltre, ogni orizzonte che si affacci su ambiti agricoli è connotato ora dalla presenza di costruzioni attigue a quelle storiche (corti) che poco vi si armonizzano.

Si chiede che il Piano d’Area delle Pianure e Valli Grandi Veronesi sia in grado di coniugare la ricostruzione e la rinaturalizzazione del paesaggio agrario della bassa pianura veronese conciliando le opportunità strategiche ad un modello di sviluppo coerente con le vocazioni locali che sono tuttora, in larga misura agricole.

Si chiede:

  • la predisposizione di strumenti di controllo che limitino la diffusione degli insediamenti e che valorizzino la vocazione agraria del territorio e di conseguenza l’uso agrario del suolo;
  • l’attivazione di politiche di ricostruzione diffusa del paesaggio agrario attraverso misure predisposte, non solo ad evidenziare i beni storici, naturalistici, archeologici, paesaggistici, salienti (centri storici art 8; siti archeologici art 9; ambiti per l’istituzione di riserve archeologiche di interesse regionale art 10; beni storico culturali art 11; tracciati storico testimoniali art 12; aree di rilevante interesse paesistico ambientale art 13; icone del paesaggio art 14; ambito del parco fluviale del Tione e del tartaro art. 15; Bosco del Tartaro art. 17; paludi e sguazzi art 18; ambito naturalistico del Brusà art 19; Grandi alberi art 20; paleoalvei art  21; sorgenti art 22; risorgive, sguazzi fontanili art 23; fiumi e canali di valenza ambientale art 24) che sono estremamente importanti ma rivestirebbero un ruolo marginale in un paesaggio in cui l’ambiente antropico dovesse prevalere ulteriormente limitando gli ampi orizzonti del paesaggio agrario.
  • La predisposizione di politiche di compatibilità ambientale, anche attraverso la formazione di una rete ecologica capillare, del paesaggio agrario con quello già diffusamente antropizzato prodotto negli ultimi decenni.

LA CITTA’ DIFFUSA

L’analisi del territorio inserito nel Piano d’Area delle Pianure e  Valli Grandi Veronesi evidenzia la necessità di contenere gli interventi in senso quantitativo e come diffusione sul territorio. La lettura del sistema insediativo delle basse pianure veronesi evidenzia la presenza di conurbazioni produttive, commerciali e direzionali sulle attuali direttrici principali (SS 10 e transpolesana). Molti altri ambiti conservano tutt’ora tipi di sviluppo prettamente agrari anche se il produttivo in particolar modo è  diffuso, ma   va limitato e soprattutto non vi devono essere ulteriori aumenti di superfici utili. La diffusione di tale sistema produttivo “non strategico” è “il male insediativo-territoriale del Veneto”, quello che tende a formare la città-non città. E’ un fenomeno a cui è difficile porre rimedio, perché è impossibile trasformare queste realtà in città ricche di servizi, ed anche mantenere le culture tradizionali.

Il Piano d’Area delle Pianure e  Valli Grandi Veronesi non giunge mai a ipotizzare in modo completo lo sviluppo. Da ovunque delle occasioni che sembrano essere ovunque causa, non soluzione alla diffusione degli insediamenti senza regole.

IL PIANO COME CONTENITORE DI INTERVENTI – IL CASO EMBLEMATICO DI OPPEANO

Nella pianificazione i piani di area vasta come il “Piano di Area delle Pianure e Valli Grandi Veronesi” dovrebbero fare delle scelte riguardanti il futuro del territorio e non essere semplicemente il contenitore di progetti e proposte dei singoli comuni. In questo piano il caso più emblematico è quello del comune di Oppeano. Questo comune ha proposto tutta una serie di interventi tutti recepiti dal Piano d'Area in alcuni casi anche in assenza di cartografia e si accinge a trasformare pesantemente il proprio territorio senza che la pianificazione superiore si esprima nel merito delle iniziative proposte. Elenchiamo, qui sotto, tutto quello che dovrebbe sorgere ad Oppeano (nella maggior parte dei casi si tratta di nuove costruzioni):

-        Centro scuola agricola di Ponte all’Ebreo di Oppeano, non individuato in cartografia, riconosciuto dal piano quale complesso di pregio per la valorizzazione delle tecniche di coltura sperimentale e delle attività d’istruzione e formazione legate all’ambiente dell’agricoltura.

-        Circuito delle corti rurali di Oppeano e Palù. Il piano riconosce nelle corti rurali di Oppeano e Palù dei contenitori storici da salvaguardare e valorizzare come strutture da adibire all’accoglienza, allo studio delle tradizioni locali e come vetrina dei prodotti della terra.

-        Fattoria sociale di Cadeglioppi a Oppeano, quale complesso rurale da valorizzare per la sperimentazione di attività didattiche legate al mondo agricolo ed alle tradizioni rurali della Bassa Veronese.

-        Ippo-pet therapy. Il piano indica nel Centro Ippoterapia di Oppeano, nell’Ippocentro di Bovolone, nell’Ippocentro di Villa Giuliari, nel centro di Pet terapia di Bovolone, nel centro Pet terapia di Grezzano, nella Città del cavallo di Settimo di Gallese gli spazi e le strutture specializzate per servizi innovativi e per implementare e caratterizzare l’offerta relativa alla salute e al benessere del territorio delle valli grandi veronesi.

-        Centro salute e benessere di Oppeano, non individuato in cartografia, quale punto di eccellenza nel sistema dell’accoglienza e dell’offerta salutista specializzata della Città agropolitana delle Valli Grandi Veronesi.

-        Parco dello svago di Feniletto a Oppeano (in zona SIC e ZPS n.d.r.), quale polo per l’insediamento di attività e manifestazioni correlate allo svago e al tempo libero. Il piano riconosce nel parco dello svago un elemento di attrattività da destinare a spazio privilegiato per ospitare eventi legati al mondo dello spettacolo e della cultura musicale e artistica.

-        Centro logistico Feniletto di Oppeano (in zona SIC e ZPS n.d.r.). Il piano indica il Centro logistico Feniletto di Oppeano quale struttura specialistica per migliorare la logistica delle merci e dare efficienza e competitività all’intero sistema produttivo della Città agropolitana.

-        Biopolis di Oppeano, non indicato in cartografia, quale esempio innovativo di sperimentazione biotecnologica per la realizzazione di edifici in linea con i principi e le tecniche di costruzione ecologicamente compatibile.

-        Distretto industriale agroalimentare del Veneto occidentale, costituito dall’insieme delle attività produttive di coltivazione e lavorazione dei prodotti agricoli, di ricerca e dalle infrastrutture di supporto. Tale insieme comprende: Centro tabacchi di Bovolone, Centro tabacchi di Oppeano, Centro logistico Agrozootecnico, Terra delle mele e delle fragole di Zevio, I frutti di Ronco all’Adige-Oppeano-Palù-Terrazzo-Zevio, Centro prodotti biologici di Oppeano … , ... Centro ad elevata specializzazione produttiva. Il piano indica nei centri di: Vetreria di Gazzo Veronese, Elettrodomestici Bianchi di Bonferraro, Drink Center di Nogara, Metal Centro e SiderOP di Oppeano, Officine metallurgiche di Minerbe, Centro idrosanitario di Bonavigo ... I

-        Centro moda di Vallese di Oppeano, quale insieme di attività specializzate di interesse internazionale relative al settore della moda, in quanto fattore strategico da valorizzare in sinergia con l’offerta turistica e culturale.

-        Galleria di Villafontana, che interessa il tratto afferente la S.P. n.2 in Comune di Bovolone, caratterizzato da un insieme di aree e fabbricati legati prevalentemente alla produzione e commercializzazione del mobile.

A questi interventi si devono aggiungere quelli già previsti nella Variante n. 4 al Piano d'Area del Quadrante Europa che in parte sono gli stessi previsti dal Piano d'Area delle Pianure e delle Valli Grandi Veronesi che qui elenchiamo:

-        La Galleria di Villafontana, come indicata nella tav. n. 1 del piano di area, interessa il tratto afferente la S.P. n. 2 nei Comuni di Bovolone e di Oppeano, in località Villafontana, caratterizzato da un insieme di aree e fabbricati legati prevalentemente alla produzione e commercializzazione del mobile.

-        il riposizionamento e/o la ridefinizione degli insediamenti produttivi a salvaguardia della vocazione agricola dei territori di Villafontana nel comune di Oppeano.

-        La filiera delle eccellenze di Oppeano, come indicata nella tavola 1 del piano, è un sistema legato alla produzione, trasformazione e commercializzazione di prodotti di eccellenza, di rilevante specializzazione, costituito dai seguenti elementi:

- Centro tabacchi;

- Scuola dell’agricoltura;

- Polo siderurgico di Vallese;

- Centro tessile;

- Centro logistico Feniletto;

- Ambiti produttivi ad elevata specializzazione;

- Cittadella dell’artigianato e dei servizi;

- Centro del commercio;

- Centro dell’ospitalità e delle relazioni di Oppeano

che interessa l’ambito del comune di Oppeano e costituisce parte del sistema delle aree          produttive e luoghi dell’innovazione indicati nel presente piano.

-                      La filiera dei paesaggi di Oppeano, come indicata nella tavola 3 del piano, è un sistema di luoghi legato alla fruizione del tempo libero, alla valorizzazione delle tipicità ambientali e storico culturali, costituito dai seguenti spazi aperti e manufatti di interesse culturale:

- Valorizzazione ambientale;

- Zona archeologica;

- Centro della salute, del tempo libero e del divertimento;

- Fattoria sociale;

che interessa l’ambito del comune di Oppeano e costituisce parte del sistema dei paesaggi aperti         ed urbani indicati nel presente piano.

Si chiede di approfondire l'analisi relativa al comune di Oppeano e di rivederla alla luce degli interventi distruttivi del territorio proposti.

QUANTITA’ EDIFICATORIA

Valutare nel complesso (in ammontare di metri cubi di nuova edificazione) l’ammontare delle progettualità del PAQE e del Piano d’Area delle Pianure e Valli Grandi Veronesi nei comuni interessati è impresa impossibile in quanto per nessun progetto indicato non sono mai evidenziati i quantitativi massimi ed anche la dimensione spaziale è lasciata il più delle volte incerta. Infatti, la dimensione spaziale è indicata solo sommariamente e solo per i progetti con schema direttore, ma questi possono essere anche i meno significativi dal punto di vista quantitativo come insegna il progetto dell’Autodromo di Trevenzuolo e Vigasio.

In generale si può concludere che:

  • il limite quantitativo e spaziale è del tutto trascurato;
  • che non vengono fatti bilanci o analisi per verificare se i comuni hanno già previsto quantitativi più o meno ingenti di edificazione quale essa sia;
  • se le progettualità contenute nei PAT/PRG siano o meno coerenti col disegno del Piano d’Area;
  • se i comuni interessati dalle progettualità mantengano le caratteristiche storiche culturali agronomiche, le densità tra le più basse finora rilevabili nella provincia od evolvano a divenire non ad essere già, città.

IL Piano d’Area delle Pianure e  Valli Grandi Veronesi, attraverso la politica di interventi non pone un limite allo sviluppo, non completa in tutte le sue parti (residenziale commerciale dei servizi) l’assetto sostenibile  del territorio. L’ambito delle valli grandi non è, attualmente una città diffusa, ma con il Piano d’Area lo diventa con tutti i  rischi e i pericoli.

IL SISTEMA DELLE PROGETTUALITA’

Art 27, 28, 31 rete del sapere, dell’ospitalità e parchi, rinnovo urbano, sport, cultura dell’acqua, schemi direttori

Tra i moltissimi interventi elencati, nelle reti del sapere e dell’ospitalità, dello sport solo alcuni sono dotati di schema direttore. Altri di cui si dà una breve descrizione lasciano spazio a interventi che meglio non vengono specificati.

Le progettualità individuate con schema direttore non sembrano essere tutte tra le più significative tra quelle elencate all’interno delle varie reti. Le reti stesse contengono progettualità che non sono complete non riguardano un intero sistema. Le corti e le ville per esempio, cardine delle pianure veronesi sono in larga misura in stato di abbandono. Il loro “rinnovo” dipende dal modello di sviluppo che verrà intrapreso e possono in tal senso perdere la loro capacità storico-funzionale all’interno di un tessuto non più agricolo ma urbano. Per questo sarebbe forse più utile individuare anziché progetti specifici per quanto riguarda il sistema storico, modi di incentivazione progettuale, sul modello dei programmi finanziamento scelto dalla UE.

Per quanto riguarda i parchi sembrano essere state individuate quasi tutte le possibilità e anche se l’apposita legge istitutiva, prevede la redazione del piano di fattibilità, è stata buona cosa dare indicazioni con schema direttore, tuttavia il piano stesso prevede un forte impatto sul biotopo “Palude del Feniletto” tanto che esplicitamente indica che si dovrà provvedere a misure di mitigazione e non include però la palude tra i progetti ambientali da portare avanti. (rete del produrre Centro Logistico Feniletto di Oppeano).

RISORGIVE, AREA METROPOLITANA VERONESE

Si sottolinea la mancanza del parco delle risorgive, o meglio sistema di fruizione interconnesso ai biotopi delle risorgive che nel disegno del PTP del 2003 riguarda i comuni da S. Giovanni Lupatoto a Villafranca. Questo sistema che non compare nemmeno nel PAQE, esiste realmente in quanto le risorgive si snodano principalmente lungo il canale alto-agro-veronese che funge da connessione tra le stesse. E’ il principale corridoio su cui basare la cosiddetta riqualificazione delle periferie, dei centri del comuni della corona veronese. Il piano delle valli grandi che include anche buttapietra ma non gli altri comuni della corona contenenti risorgive non può per questo motivo inserirlo fra le proprie progettualità.

PAQE E PERIMETRO DEL PIANO D’AREA DELLE VALLI GRANDI VERONESI

Non si comprende perché siano stati inseriti tanti comuni che già erano nel PAQE e se il presente piano costituisca variante integrativa al PAQE.

ART. 26 – LA RETE DELLA MOBILITA’

RETE STRADALE

La confusione regna sovrana. Nel piano le direttrici strategiche in questa zona sono decisamente troppe ed in tutte le direzioni, al punto che più che opportunità, sono segno di confusione. Andrebbero almeno classificati gli interventi in modo tale che si concentrino, se necessari,  non su tutte le direttici ma solo su quelle più principali delle altre.

L’autostrada Nogara-mare ed in particolare il previsto casello di Casaleone alla periferia di questo territorio, attorno al quale è presumibile si sviluppino insediamenti produttivi ed abitativi è un’altra occasione di colonizzazione e di degrado delle valenze paesaggistiche ed ambientali del territorio delle Valli Grandi.

RETE FERROVIARIA

Littorina. Su linea esistente fra Isola della Scala Bovolone, Cerea, Legnago, Castagnaro, Nogara, Bevilacqua.

La logica estensione del Sistema Ferroviario Metropolitano Regionale fino a Legnago, dovrebbe completarsi con la specificazione che la cosiddetta littorina agisce quale ramo del SMFR nel tratto Padova Monselice Legnago Mantova.

Dovrebbe essere compresa una “intesa di programma complessiva” con Mantova per il SMFR Veronese e delle Valli Grandi.

Si parla di corridoio di potenziamento nord sud: nei documenti non è  specificato di cosa si tratta.

SISTEMA DELLA LOGISTICA

Ancora una volta si continua con una politica di nuovi insediamenti logistici. Nel piano sono identificati gli interporti di Isola della Scala, Legnago, Mozzecane - Nogarole Rocca, e il luogo di scambio merci di Nogara.

Le progettualità relativa agli interporti dovrebbe seguire lo sviluppo ferroviario, senza il quale sono inutili.

Le previsioni andrebbero pertanto riferite solamente alla massima implementazione delle progettualità sulle ferrovie oggi in grado di rendere praticabile lo scambio ferro-gomma.

MOBILITA’ AEREA

Ci riferiamo all’Aeroporto di Vangadizza: non si comprende perché debba essere potenziato ed il ruolo rispetto agli altri aeroporti esistenti.

MOBILITA’ SU ACQUA

I canali e diversi corsi d’acqua nella pianura veronese erano un tempo navigabili. Si crede sia opportuno anche a fini turistici, implementare e recuperare la navigazione minore ed aumentare la navigazione turistica sul Fissero Tartaro Canal Bianco.

RETE DEL PRODURRE

Anche nel Piano d’Area delle Valli Grandi, come già nel Piano d’Area del Quadrante Europa, sono continuamente previste “porte” ed occasioni logistico-espositive. Iniziative eccessive per un territorio che ha già visto negli scorsi anno una forte cementificazione. Vogliamo ricordare che i luoghi dell’innovazione produttiva possono essere ridotti, in quanto l’innovazione di per sé non occupa spazio.

OSSERVAZIONI ALLE NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE

Osservazioni art. 5 “Ambiti ed elementi di fragilità di origine naturale” – Norme di Attuazione

Si chiede al punto “Prescrizioni e vincoli”  di eliminare la parte che dice “ E’comunque consentita la coltivazione di cave di argilla che prevedono un ripristino di tipo naturalistico/ambientale o ad oasi di incentivazione delle biodiversità, anche finalizzato ad attività ricreative e/o didattiche” sostituendola con “E’ previsto il recupero delle cave di argilla con ripristini di tipo naturalistico/ambientale o ad oasi di incentivazione delle biodiversità, anche finalizzate ad attività ricreative e/o didattiche”.

Si chiede di modificare il terzo comma del punto “Prescrizioni e vincoli” in questo modo: “E’ vietata la previsione di nuove zone di espansione residenziale e produttiva ed i comuni adeguano a tale previsione i propri strumenti urbanistici”.

Osservazioni art. 7 “Ambiti ed elementi di fragilità di origine antropica – Norme di Attuazione

Si chiede di modificare il punto “Direttive” dove si scrive: “Per le cave dismesse, la Provincia e i Comuni provvedono a definire i metodi di risanamento e riqualificazione degli ambiti degradati, anche mediante la previsione di ampliamenti in superficie e/o in profondità delle aree già soggette ad escavazione, e finalizzano il recupero delle aree di cava ad usi compatibili con l’ambiente, il paesaggio circostante e la salvaguardia degli ecosistemi presenti, anche prevedendo la possibile fruizione dell’area per finalità naturalistico-didattiche, con riferimento in particolare al Titolo V, “Aree di cave abbandonate o dismesse”, della L.R. 7 Settembre 1982 n. 44.”. Togliendo il seguente passaggio”.. anche mediante la previsione di ampliamenti in superficie e/o in profondità delle aree già soggette ad escavazione …”.

Al punto “Prescrizioni e vincoli” si chiede di eliminare tutto il seguente capoverso: “..E’ comunque consentita la coltivazione di cave di argilla che prevedono un ripristino di tipo naturalistico/ambientale o ad oasi di incentivazione della biodiversità, anche finalizzato ad attività ricreative e/o didattiche…”.

Osservazioni art. 13 “Aree di rilevante interesse paesistico-ambientale” – Norme di Attuazione

Si chiede di stralciare dal punto “Prescrizioni e vincoli” al 4^ capoverso le seguenti righe: “… E’ comunque consentita la coltivazione di cave di argilla che prevedono un ripristino di tipo naturalistico/ambientale o ad oasi di incentivazione della biodiversità, anche finalizzato ad attività ricreative e/o didattiche …”.

Il 4^ capoverso verrebbe così riscritto: “E’ vietata l’apertura di nuove cave e la riapertura delle cave inattive da oltre un anno; sono comunque fatti salvi l’apertura e l’ampliamento di cave già autorizzate, alla data di adozione del presente piano di area.”.

Osservazioni art. 14 “Icone di paesaggio” – Norme di Attuazione

Si chiede di stralciare dal punto “Prescrizioni e vincoli” al 4^ capoverso le seguenti righe: “… E’ comunque consentita la coltivazione di cave di argilla che prevedono un ripristino di tipo naturalistico/ambientale o ad oasi di incentivazione della biodiversità, anche finalizzato ad attività ricreative e/o didattiche …”.

Il 4^ capoverso verrebbe così riscritto: “E’ vietata l’apertura di nuove cave e la riapertura delle cave inattive da oltre un anno; sono comunque fatti salvi l’apertura e l’ampliamento di cave già autorizzate, alla data di adozione del presente piano di area.”.

Osservazioni art. 16 “Zone umide” – Norme di Attuazione

Si chiede di stralciare dal punto “Prescrizioni e vincoli” al 3^ capoverso le seguenti righe: “… E’ comunque consentita la coltivazione di cave di argilla che prevedono un ripristino di tipo naturalistico/ambientale o ad oasi di incentivazione della biodiversità, anche finalizzato ad attività ricreative e/o didattiche …”.

Il 3^ capoverso verrebbe così riscritto: “E’ vietata l’apertura di nuove cave e la riapertura delle cave inattive da oltre un anno; sono comunque fatti salvi l’apertura e l’ampliamento di cave già autorizzate, alla data di adozione del presente piano di area.”.

Osservazioni art. 20 “Grandi alberi” – Norme di Attuazione

Si chiedi di modificare l’ultimo capoverso del punto “Prescrizioni e vincoli” in questo modo: “Sono vietati tutti gli interventi che possono compromettere l’integrità dei grandi alberi; in particolare, per un raggio di 30 mt. dal tronco, è vietata la modificazione dell’assetto del territorio.”.

Osservazioni art. 23 “Risorgive, sguazzi, fontanili” – Norme di Attuazione

Si chiede di modificare l’ultimo capoverso del punto “Prescrizioni e vincoli in questo modo: “Sono vietati interventi edificatori e infrastrutturali in una fascia di larghezza pari ad almeno 200 metri dalle aree interessati dalle risorgive, dagli sguazzi e dai fontanili.”.

Osservazioni art. 25 “La città agropolitana delle pianure e valli grandi veronesi” - Norme di Attuazione

Si chiede di eliminare il punto 7 della mobilità stradale “Porta della Cisa a Mozzecane” in quanto non si capisce l'utilità in una area fortemente interessata dalla trasformazione urbanistica di individuare una ulteriore “area con vocazione commerciale-direzionale specializzata nei settori del turismo e dell'agricoltura”.

Al punto b “Sistema della logistica” si chiede di rivedere il numero degli interporti previsti e di prevedere le effettive necessità in collaborazione con l'interporto di Verona Quadrante Europa.

Osservazioni art. 27 “Rete del sapere” - Norme di Attuazione

Si chiede di stralciare dal punto b “Poli per la cultura diffusa” la previsione n. 13 “Centro scuola agricola di Ponte all'Ebreo” di Oppeano in quanto non individuato in cartografia e soprattutto perchè “doppione” della previsione relativa all'Agricampus di Buttapietra e della Fattoria sociale di Cadeglioppi sempre a Oppeano.

Osservazioni art. 28 “Rete dell'ospitalità e della conoscenza del territorio” - Norme di attuazione

Si chiede al punto c “Centri del Benessere” di stralciare:

-        il numero 1 “Centro salute di Nogara” in quanto non chiaramente individuato e non riferito a struttura esistente;

-        i numeri 6 “Centro salute e benessere di Oppeano” e 7 “Centro benessere di Vangadizza a Legnago in quanto non individuati in cartografia e non riferiti a strutture esistenti da recuperare e valorizzare.

Si chiede inoltre di rivedere il numero 4 “Ippo-pet therapy” che prevede: “... Il piano indica nel Centro Ippoterapia di Oppeano, nell’Ippocentro di Bovolone, nell’Ippocentro di Villa Giuliari, nel centro di Pet terapia di Bovolone, nel centro Pet terapia di Grezzano, nella Città del cavallo di Settimo di Gallese gli spazi e le strutture specializzate per servizi innovativi e per implementare e caratterizzare l’offerta relativa alla salute e al benessere del territorio delle valli grandi veronesi.”. Le strutture previste sono eccessive e sembrano più interventi di speculazione edilizia che effettive necessità del territorio delle pianure e delle valli grandi veronesi.

Osservazioni art. 29 “Rete dello sport” - Norme di attuazione

Si chiede al punto a “Polarità diffuse” di stralciare il numero 3 “... Volano infrastrutturale dei trasporti di Bovolone, quale struttura per il collaudo e verifica dei mezzi di trasporto, tale da non compromettere i valori peculiari dei luoghi e penalizzare la qualità complessiva dell’abitare ...”. La struttura appare inutile in quanto già presenti nella provincia di Verona centri analoghi.

Al numero 8 “Cittadella dello sport di Legnago” si chiede di eliminare la parte dedicata alla specializzazione dell'attività golfistica. Il testo andrebbe cosi riscritto: “”Cittadella dello Sport di Legnago, quale insieme di spazi e strutture di livello sovracomunale dedicato alle discipline sportive”.

Al punto b “Sistema dello svago” (erroneamente indicato come punto c) si chiede di stralciare il numero 2 “Parco dello svago di Feniletto a Oppeano, quale polo per l’insediamento di attività e manifestazioni correlate allo svago e al tempo libero. Il piano riconosce nel parco dello svago un elemento di attrattività da destinare a spazio privilegiato per ospitare eventi legati al mondo dello spettacolo e della cultura musicale e artistica”. In quanto collocato a ridosso dell'area SIC e ZPS IT3210014 “Palude del Feniletto – Sguazzo del Vallese”.

Osservazioni art. 30 “Rete del produrre” - Norme di attuazione

Al punto a “Luoghi dell'innovazione produttiva” si chiede di stralciare:

- il numero 6 “Centro logistico Feniletto di Oppeano. Il piano indica il Centro logistico Feniletto di Oppeano quale struttura specialistica per migliorare la logistica delle merci e dare efficienza e competitività all’intero sistema produttivo della Città agropolitana”. In quanto non si comprende l'utilità di un ulteriore centro logistico in un'area già satura di questo tipo di strutture. Inoltre il Centro logistico si colloca a ridosso dell'area SIC e ZPS IT3210014 “Palude del Feniletto – Sguazzo del Vallese”.

  • - il numero 8 “Centro direzionale di Vigasio. Il piano indica il centro direzionale di Vigasio come elemento di forza per migliorare e dare efficienza al sistema della logistica avanzata del territorio a sud di Verona”. Anche in questo caso si tratta di una struttura non necessaria in quanto l'area a sud di Verona è già dotata di strutture analoghe.
  • il numero 11 “Biopolis di Oppeano, non indicato in cartografia, quale esempio innovativo di sperimentazione biotecnologica per la realizzazione di edifici in linea con i principi e le tecniche di costruzione ecologicamente compatibile”. In quanto l'intervento non è indicato in cartografia e soprattutto per la “sperimentazione biotecnologica” sono già presenti in Veneto strutture avanzate dedicate a questa sperimentazione. Inoltre all'art. 32 delle Norme di attuazione nell'ambito del punto a “polarità urbane” è prevista al numero 11 una ipotesi analoga e vale a dire “Il polo della sostenibilità di Buttapietra quale area a ridosso dell’Università vocata alla ricerca e sperimentazione dell’abitare sostenibile secondo gli obiettivi e le indicazioni della L.R. 9 marzo 2007 n.4”.

Al punto b “Luoghi della specializzazione produttiva” (erroneamente indicato come punto c) si chiede di stralciare nell'ambito del punto 3 il Centro tabacchi di Oppeano in quanto già sufficiente il previsto Centro tabacchi di Bovolone da sempre territorio di riferimento per la tabachiccoltura veronese. Nell'ambito del punto 5 si chiede di stralciare il Metal Centro e SiderOp di Oppeano, in quanto non si tratta di un “centro ad elevata specializzazione produttiva”, ma di un'area molto delicata e già oggetto di gravi problemi di inquinamento. Si chiede, invece, di riqualificare l'area e di tutelare il territorio. Si chiede di stralciare il punto 8 “Centro moda di Vallese di Oppeano” in quanto nell'ambito del comune di Oppeano sono già previsti numerosi interventi di consumo del territorio.

Si segnala che negli allegati “Ambiti di intervento con schema direttore” quello indicato con la denominazione “Littorina (c)”  in realtà corrisponde al progetto “Zevio città della Callas”.

Nel chiedere la revisione integrale del Piano d’Area delle Pianure e Valli Grandi Veronesi vogliamo citare le conclusioni della relazione della Valutazione Ambientale Strategica che evidenziano (a pag. 99) che “Il piano NON rappresenta una soluzione compiuta per alcune problematiche tipiche dell’assetto territoriale del Veneto, quali la diffusione insediativa – residenziale e produttiva – l’assetto della mobilità, l’uso bilanciato delle risorse naturali …”.

Facciamo nostre queste conclusioni e chiediamo che venga predisposto un nuovo Piano d’Area attento alle problematiche del territorio della pianura veronese.

Distinti saluti.

LEGAMBIENTE VENETO

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