CONTINUA LA MOBILITAZIONE DEI CITTADINI E DI LEGAMBIENTE PER SCRIVERE LA PAROLA FINE SU QUESTA TORMENTATA VICENDA
E’ una storia infinita quella della discarica di Ca’ di Capri situata tra il comune di Sona e il comune di Verona. Autorizzata nel 1987, la discarica è sotto sequestro dal 2006 a seguito delle indagini della Procura di Verona per le gravi irregolarità gestionali riscontrate.
La discarica di Ca’ di Capri deve essere messa in sicurezza perché riconosciuta come potenziale e grave fonte di inquinamento.
La ditta Rotamfer, che la gestisce, ha presentato un progetto che, con la scusa della messa in sicurezza, è in realtà un ampliamento ed una sanatoria dell’esistente perché prevede:
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l’ulteriore conferimento di 700.000 metri cubi di rifiuti,
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l’innalzamento della collina attuale fino a 20 metri per sanare conferimenti difformi,
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l’innalzamento dei limiti di ammissibilità dei rifiuti tale da trasformare, in pratica, Ca’ di Capri in una discarica per rifiuti pericolosi.
Legambiente ed il Comitato dei cittadini di Sona hanno presentato al Dipartimento Valutazione Impatto Ambientale della Regione Veneto le proprie osservazioni in merito ma coscienti di non poter incidere direttamente sul potere decisionale hanno indetto una petizione sottoscritta, in poche settimane, da un migliaio di cittadini di Sona per convincere le Autorità competenti ad intervenire per modificare sostanzialmente il progetto, nato non per rendere più sicura la discarica, e poi chiuderla, ma per fornire un grosso vantaggio economico a chi per anni ha gestito la discarica con metodi illeciti.
Ai Presidenti della Regione e della Provincia di Verona ed al Sindaco di Sona si chiede:
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di non consentire il conferimento di nuovi rifiuti sia in conto proprio che in conto terzi
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di utilizzare per il riempimento del catino e la baulatura solo materiale inerte;
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di non aumentare l’altezza della collina ma almeno rispettare il progetto già approvato;
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di non concedere, comunque, la deroga dai limiti di legge per l’ammissibilità dei rifiuti.
Siamo certi che le richieste avanzate siano più che ragionevoli e nell’ottica della tutela dell’interesse pubblico e del resto la normativa europea in materia ha recepito e si è uniformata da tempo al principio “chi inquina paga”.
Abbiamo anche già avanzato la richiesta, che nuovamente ribadiamo, di inchiesta pubblica (prevista dalla procedura di Valutazione d’Impatto Ambientale) perché riteniamo importante che anche i cittadini abbiano modo di esporre le proprie ragioni nelle sedi decisionali visto che finora hanno sempre dovuto subire le conseguenze di decisioni imposte dall’alto. Confidiamo che il Sindaco di Sona si faccia portavoce della nostra richiesta.
Verona, 26 aprile 2010
LEGAMBIENTE VERONA
Per comunicazioni: Legambiente Verona Via Bertoni, 4 37122 Verona tel. 0458009686 fax 0458005575 e-mail Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.













