LETTERA PUBBLICA AI CANDIDATI ALLA CARICA DI SINDACO DI VERONA PER LE ELEZIONI AMMINISTRATIVE 2012.
Questo documento è una proposta che Legambiente Volontariato Verona, associazione che da quasi vent'anni si occupa di recupero, tutela e valorizzazione della Cinta Magistrale e delle Fortificazioni, rivolge ai candidati per la carica di Sindaco della città, con l'obiettivo di stimolare il dibattito preelettorale, tra gli altri, sulla tutela del paesaggio urbano, sulla gestione di importanti beni monumentali, sulla memoria storica, sul turismo culturale e sostenibile e sull'uso del Parco delle Mura e dei Forti quali cinture verdi, rispettivamente interna ed esterna all'ambito urbano, quali limiti naturali dell'urbanizzato e naturali corridoi ecologici, utilizzabili anche come luogo di svago e di passeggiate. Ulteriore obiettivo consiste nell'includere nei rispettivi programmi elettorali scelte strategiche che riguardino il più importante Monumento cittadino che ha promosso Verona Patrimonio dell'Umanità e sito Unesco.
Le mura e le fortificazioni di Verona rappresentano tutto questo e pertanto devono trovare il loro posto tra le
priorità dell'Amministrazione Comunale. Funzioni o meno il programma di federalismo demaniale, sul quale si è puntato di recente, la nuova Amministrazione di Verona, come proprietario o nel ruolo di custode di questo grande patrimonio, dovrà dotarsi di strumenti per renderlo disponibile ai cittadini e per salvaguardarne il valore storico e monumentale.
LE LINEE GUIDA
Per quanto riguarda i principi generali da seguire, Legambiente suggerisce che basterebbe recuperare quanto scriveva l'Amministrazione Comunale alla fine degli anni '90, quando la Giunta Sironi inserì il Parco delle Mura Storiche nella Variante al PRG. Queste linee guida sono ancora attuali e, per quanto disattese negli anni seguenti, vanno recuperate e messe al centro degli obiettivi da praticare.
Citiamo alcuni passi significativi di quel documento:
"... La Cinta è quindi da recuperare per le evidenti ragioni funzionali, ambientali e culturali, come speciale fattore di riorganizzazione e riequilibrio tra la città storica e la città contemporanea; è inoltre un insieme complesso di architetture di terra, di opere murarie, di spazi vuoti, la cui odierna vocazione intrinseca è quella di diventare il parco della città: uno spazio verde di straordinaria e unica qualità, con spiccato carattere storico e monumentale che rappresenterà anche il cospicuo nodo di saldatura, spaziale ed ideale, tra i due Parchi dell'Adige, a monte ed a valle della città, e gli ambiti di miglior pregio ambientale della collina a Nord della città, ambiti questi da non lasciare nettamente separati. Infatti la Cinta Magistrale trova la sua primaria ragione d'essere, nel collegamento del corso dell'Adige alle opposte rive e nel suo protendersi verso la pianura e verso la collina...".
"... Nella sua condizione attuale la Cinta magistrale è un immane relitto, trascurato, danneggiato e spesso neppure percepito come tale. Questa situazione può essere letta come un vero e proprio abaco di ciò che non deve essere fatto, un'enciclopedia della sistematica devastazione della memoria storica ...".
"... Avvertire l'inopportunità, assai radicata nell'ultimo mezzo secolo, di intendere ed usare le pertinenze esterne delle mura, valli o fossi magistrali, spalti, come spazi privi di qualità, terra di nessuno da occupare nel modo più scriteriato, eterogeneo, improvvisato, con tutto ciò che non trova posto in altri luoghi: parcheggi, ampliamenti delle sedi viarie, impianti sportivi di vario genere, col loro seguito di fabbricati di servizio in stile precario ...".
"... Riconoscere che il sistema delle mura urbane non debba essere identificato, immedesimato, con la viabilità di scorrimento urbano interno; anche se esiste una corrispondenza topografica tra circonvallazioni ed inviluppo fortificato, dovranno essere evitate tutte le soluzioni viabilistiche che non riducano il carico dei flussi veicolari adiacenti alla cerchia delle mura...".
"... Il recupero della Cinta magistrale è organizzato su tre ordini di intervento: la graduale ed attenta riduzione delle presenze funzionali incongrue - il riassetto della mobilità veicolare, al fine di ridurre i flussi sulle circonvallazioni urbane: le mura dovranno diventare il supporto di nuovi percorsi pedonali - il governo e il disegno, nell'insieme e nel dettaglio, dell'arredo arboreo...".
"... Il Parco della Cinta magistrale sarà, in conclusione, un sistema di verde con molteplici utilità: assolvendo nello stesso tempo la funzione di spazio verde per i quartieri limitrofi e di parco urbano, oltre che di parco storico monumentale, di interesse turistico di rango internazionale...".
LO STATO DI FATTO
Da una parte in questi ultimi vent'anni sono stati fatti significativi passi in avanti in seguito alla ricercata collaborazione tra Comune e associazioni di volontariato, che hanno prodotto una situazione meno disastrosa di quella di "immane relitto", trascurato e non percepito come insieme monumentale. Così ampi tratti della cinta sono stati puliti e recuperati e altrettante aree sono oggi fruibili da cittadini e turisti.
Dall'altra, a seguito di alcune scelte dell'Amministrazione Comunale e talvolta per effetto di richieste che giungono dagli stessi cittadini, continua a prevalere l'idea che le pertinenze della cinta siano "terra di nessuno" da occupare nel modo più scriteriato, eterogeneo, improvvisato e frammentato con tutto ciò che non trova posto in altri luoghi: parcheggi, ampliamenti delle sedi viarie, impianti sportivi di vario genere".
In particolare:
- si è continuato a progettare e costruire edifici a ridosso delle mura, senza tener conto del danno paesaggistico che ne deriva. L'Hotel Lux sporge al di sopra del bastione di Santo Spirito e, soprattutto se visto dal vallo, incombe sul muro alla Carnot;
- nuovi edifici spunteranno sopra le cortine che delimitano il compendio della caserma Passalacqua e ai lati del bastione delle Maddalene.
- si è continuato a collocare nel vallo nuovi parcheggi, addirittura arrivando a prevedere un grande parcheggio a Forte San Procolo, senza tener conto dell'importanza di quello che era stato il primo forte distaccato di pianura del campo trincerato di Verona;
- impianti sportivi collocati nel vallo, via Nievo e via Faccio, sono stati rifatti con l'uso di erba sintetica e la collocazione di nuove attrezzature e barriere visive: panchine, recinzioni, impianti di illuminazione;
- si è parlato, e la proposta sembra già abbastanza avanti, di un uso della Rondella delle Boccare come palestra.
Anche il "Programma di valorizzazione del sistema difensivo veronese", appena approvato e che dovrebbe concludersi con il trasferimento in proprietà al Comune della cinta e dei forti, non è privo di pericoli ed ambiguità: innanzitutto perché mancano alcune parti tra le più importanti del "sistema", ovvero il bastione di Spagna di Michele Sanmicheli e il forte San Procolo; in secondo luogo perché, in assenza di un progetto complessivo e di un Piano di Gestione, la possibilità di dare in concessione a terzi singole parti dell'insieme potrebbe comportare un'ulteriore frantumazione.
- la cinta magistrale e i forti, con le loro pertinenze, vanno considerati come un insieme da non smembrare, ed anzi da ricomporre il più possibile; nel programmare destinazioni ed usi delle singole parti e nell'affidamento della gestione e delle manutenzioni vanno privilegiate le relazioni con entità diverse, quali associazioni, cooperative e imprese.
- il carattere di parco storico – monumentale deve indirizzare verso usi principalmente culturali e turistici; altre attività, ricreative o sportive, non devono impedire la fruizione e la continuità dei camminamenti per i visitatori con barriere e/o recinzioni. Per esempio: il già citato progetto di fare una palestra nella Rondella delle Boccare priverebbe il turista della scoperta di una delle architetture militari più significative, o ne determinerebbe una percezione falsa con la collocazione di apparecchiature incongrue.
- occorre dotare il parco delle mura e dei forti di strutture indispensabili agli usi sopra indicati nelle linee guida:
- il Museo delle mura appare prioritario in una concezione moderna come luogo di studio, ricerca, didattica e non semplice mostra di raccolte di oggetti. Andrebbe collocato in uno degli edifici storici a carattere militare, per esempio in un'ala di Castel S. Pietro o dell'Arsenale, o nei vani in casamatta del bastione delle Maddalene. Potrebbe essere una sezione, ampia e significativa, visto il ruolo militare di Verona, del Museo della Città. E' da considerare come il cuore del "museo diffuso", costituito dall'insieme delle architetture militari della città.
- I Centri visite, almeno due, da collocare a destra e a sinistra Adige, quali punto di partenza delle visite guidate, luogo dove raccogliere il gruppo dei visitatori e in cui fornire le prime informazioni. Alcuni strumenti come mappe, plastici e fotografie possono servire come materiale introduttivo.
- proseguire la collaborazione con le associazioni di volontariato, secondo il principio della sussidiarietà; infatti la collaborazione con alcune associazioni di volontariato ha dato risultati a volte insperati e comunque significativi:
- recupero dei bastioni di San Zeno e San Bernardino;
- sistemazione delle rondelle venete Della Grotta, di S. Zeno in Monte e della Batteria di scarpa;
- gestione e apertura al pubblico di Porta Palio e del Rivellino di S. Giorgio.
Questa collaborazione va continuata, tenendo conto anche delle competenze fin qui acquisite da volontari che non si sono limitati a compiti di custodia, pulizia e sfalcio dell'erba, ma hanno creato importanti momenti e strumenti di approfondimento.
- cominciare il restauro della cinta, trovando le risorse almeno per mettere in sicurezza i tratti che rischiano di crollare.
QUESTE LE DOMANDE DIRETTE:
1. Concorda con la caratteristica di parco storico-monumentale, già riconosciuto nel documento della Giunta Sironi?
2. Valuta inopportuno realizzare a ridosso delle mura e nei valli nuovi interventi quali strade, parcheggi, impianti sportivi o comunque opere non congrue e coerenti alla tutela e valorizzazione del bene?
3. Valuta positivamente il ruolo svolto finora dalle associazioni e ritiene di incoraggiarne l'attività?
4. Pensa di poter accogliere le proposte per strutturare l'uso turistico delle fortificazioni (Museo delle Mura e
Centri visite)?
Siamo a disposizione per un approfondimento e per un eventuale incontro.
Verona, 27 aprile 2012













