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COMUNICATO STAMPA

EX-CAVA SPEZIALA: QUALE FUTURO?

 FERMIAMO LO SCEMPIO

GIA’ TAGLIATI CENTINAIA DI ALBERI

L’arroganza della proprietà dell’ex cava Speziala non si è fatta attendere: il giorno seguente l’affollatissima assemblea pubblica del 24 aprile, alla quale hanno partecipato tutti i canditati sindaci, tranne il sindaco in carica, alcuni operari, su incarico evidentemente degli stessi proprietari, hanno messo in moto ruspe e motoseghe e hanno fatto scempio di centinaia di alberi ad alto fusto  nell’area boscata” così come definita nel PAT, all’interno del perimetro di cava. Si tratta di un bosco di 160.000 mq naturalizzato da quasi 30 anni, ovvero da quando, dismessa l’attività estrattiva e colpevolmente senza aver attuato il dovuto ripristino ambientale, il bosco si è pian piano riconquistato il proprio habitat.

La preoccupazione di chi propose l’assemblea pubblica era proprio quella di un intervento, peraltro assolutamente irrispettoso in questo delicato periodo dell’anno per la presenza di moltissime specie di uccelli che qui nidificano e dimorano,  motivato da una “presunta bonifica”. La stessa assemblea confidava nella presenza in assemblea del sindaco in carica perché confermasse, per quanto di sua competenza, l’assenza di alcuna autorizzazione, come già comprovato dalla delibera di Giunta Regionale n. 122 del 20 settembre 2011.

Il primo maggio il sindaco uscente dichiarava su un quotidiano locale che “ a prescindere del vincolo escludiamo nel modo più assoluto che possa essere rilasciato ai proprietari un qualsiasi tipo di permesso per un riuso industriale, compresa l´attività di discarica. L´unico futuro possibile per l´ex cava speziala è la destinazione per attività a fine sociale o a parco pubblico”.

Ma se questa è la sua volontà perché non è intervenuto bloccando gli interventi, dato che in quella data lo scempio era già in atto?

Per fare questo poteva, ma lo può ancora fare, appellarsi sia alle norme del citato PAT ma anche  alla Legge Forestale Regionale n. 52/1978  che conferma in maniera inoppugnabile il vincolo insistente sull’area.

L’art. 1, infatti,  definisce “… bosco tutti quei terreni che sono coperti da vegetazione forestale arborea associata o meno a quella arbustiva, di origine naturale o artificiale, in qualsiasi stadio di sviluppo…”, e prosegue all’art. 14 comma 8 bis specificando che I boschi, come definiti al presente articolo, devono avere estensione non inferiore a 2.000 metri quadrati e larghezza media non inferiore a 20 metri”.

Appare quindi ampiamente motivato un immediato intervento di sospensione di qualsiasi attività, supportato sia dall’art. 15 della già citata legge forestale che “…  vietata qualsiasi riduzione della superficie forestale salvo espressa autorizzazione della Giunta regionale… “, sia in applicazione dell’art 142 del D. Lgs n. 42/2004 (Codice di Beni Culturali e del Paesaggio) che sottopone i territori coperti da foreste e da boschi alle disposizioni dello stesso Codice per il loro interesse paesaggistico .

Ci attendiamo, pertanto, che tutti gli Enti preposti e competenti, Sindaco in primis, intervengano immediatamente con un atto sospensivo dell’illegittimo intervento in corso, in attesa che vengano svolte adeguate indagini e ricerche sulle eventuali responsabilità e eventuali autorizzazioni motivate.

Verona 6 maggio 2012

 

Legambiente Verona                        

Italia Nostra Verona              

 Comitato “Un Parco per la città”

 
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