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COMUNICATO STAMPA
TAGLI ALLA MOBILITA' PUBBLICA :
UNA SCELTA SBAGLIATA
Oltre ai tagli odierni cosa ci aspetta con la nuova filovia?
Lo sviluppo di una mobilità più efficiente e sostenibile è un obiettivo strategico condiviso da tutti, almeno in
Europa. La mobilità costituisce infatti, insieme all’energia, uno dei temi chiave per rilanciare l'economia in
un momento di grave crisi come quella che stiamo vivendo, realizzando un percorso di riorientamento verso
un modello di sviluppo diverso.
A Verona, in compagnia a moltissime altre città Italiane, questo obiettivo è solamente proclamato e, nei fatti,
completamente disatteso.
L’arretratezza dei nostri sistemi urbani in relazione ai temi della mobilità è forse l’aspetto più emblematico
della sfida che comporta la sostenibilità urbana. Di fatto siamo malati di traffico: gli spostamenti urbani
ancora oggi si basano prevalentemente sull’uso del mezzo individuale (3/4 degli spostamenti viene fatto in
auto), mentre il trasporto collettivo, che sarebbe di gran lunga il più conveniente in termini di costi e di
impatti, ha sempre più un ruolo marginale. Da oggi con il taglio per il periodo estivo di 800 mila km di
percorrenza sul trasporto pubblico locale (TPL) il suo ruolo si ridurrà ancor di più. E dal momento
che entrerà in azione la nuova filovia, se mai la vedremo partire, la perdita complessiva permanente
sarà di oltre due milioni di chilometri, un terzo del totale.
In controtendenza a queste miopi e errate scelte, i rilevamenti e i dati nazionali desunti dalle varie indagini
dimostrano che se da una parte è sensibilmente diminuita la domanda di mobilità effettuata con il mezzo
proprio (-10,9% gli spostamenti in auto nel 2011), dall'altra è aumentata quella relativa all'utilizzo dei mezzi
pubblici (+ 37,2% periodo 2006/2011), pur se in diminuzione nell'ultimo anno (Isfort, Istituto Superiore di
Formazione e Ricerca per i Trasporti, indagine Osservatorio “Audimob”, 9° rapporto sulla mobilità urbana in
Italia, 2012).
La crisi economica ha, infatti, prodotto la diminuzione dei redditi disponibili delle famiglie, riducendo i
consumi e favorendo la scelta della soluzioni di trasporto meno costose, e andare in auto è molto più costoso
che andare in autobus, nonostante gli aumenti tariffari applicati un po’ in tutta Italia negli ultimi mesi. Inoltre
tra le concause dell'incremento della domanda di TPL c'è l’aumento del prezzo della benzina, mai così alto
come nel 2011 e in questa prima parte del 2012, oltre all’assenza di incentivi all’acquisto di veicoli a minor
consumo e ad un sistema sempre più stringente di regole sui livelli ammissibili di emissioni inquinanti nelle
aree urbane che determinano l'avvio di procedure d'infrazione (multe salate) allo Stato che a sua volta si
rivale sui sindaci.
Se questo è vero, anche volendo trascurare tutte le esternalità negative riconosciute alla mobilità privata
(congestione del traffico, inquinamento dell'aria, elevata incidentalità, costi economici elevati legati alla
lentezza negli spostamenti …) appare sempre più incomprensibile a quale gioco si stia giocando.
Imputare le responsabilità alla Regione Veneto, che indubbiamente ne ha molte, per effetto dei tagli alle
spese, la quale a sua volta rilancia le responsabilità sul precedente governo e così via, può certamente
apparire una valida giustificazione ma considerando che gli attori principali di tali azioni appartengono agli
stessi schieramenti politici e che il progetto della nuova filovia nel suo “equilibrio economico finanziario”
risponde esclusivamente a leggi di mercato inadeguate e improprie per un servizio pubblico, tagliare sul
trasporto pubblico locale appare una scelta premeditata e non una necessità.
“Se da un lato va sottolineato che da oltre dieci anni gli investimenti statali e regionali premiano la strada a
danno della ferrovia – ha commentato Lorenzo Albi, presidente di Legambiente Verona – con lo Stato
che ha finanziato dal 2002 al 2011 interventi per il 72,1% diretti a nuove strade lasciando il 12,5% per le
LEGAMBIENTE VOLONTARIATO VERONA
via Bertoni 4, 37122 Verona – Tel 0458009686 - Fax 0458005575 – e-mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
ferrovie e il 15,4% per le linee metropolitane, scelte aggravate nella nostra Regione che nello stesso periodo
ha riservato ben il 92,3% per strade, il 7,7% per le ferrovie e nulla per le linee metropolitane, con una precisa
strategia della mobilità che ha puntato a far crescere il traffico su gomma, dall'altro va evidenziato che a
livello locale ha prevalso la stessa logica , promuovendo in questo settore lo scellerato progetto di traforo
delle Torricelle, proseguendo nel realizzare parcheggi in città, allargando le carreggiate a scapito delle
ciclabili e cestinando 125 milioni già erogati dallo Stato per la metro-tranvia che, se avviata a tempo debito,
vedrebbe oggi certamente una città diversa”.
La filovia
Lo stesso progetto di filovia non pare rispondere coerentemente alla domanda di mobilità sostenibile ed
efficiente. Il dato che emerge - oltre ad “… una notevole penalità per l’utenza che attualmente dispone di
servizi diretti verso il centro…” per effetto del già citato taglio di un terzo dei chilometri della rete urbana e
extraurbana, oltre a dichiarare che “... la realizzazione della filovia e dell'acquisto dei mezzi sia avulsa dal
livello di domanda di traffico e dalla produzione di trasporto filoviario e automobilistico derivante dallo
scenario di progetto...” dato che è assente un Piano Urbano della Mobilità, oltre a dover cambiare mezzo più
volte per raggiungere la meta e per l'utente extraurbano acquistare un nuovo biglietto – è che dovendo
calcolare il tempo di attesa e di trasbordo da un mezzo all’altro per l’utenza dei quartieri periferici, in molti
casi il tempo di percorrenza complessivo peggiorerà sensibilmente, pur essendo i tracciati filoviari più diretti.
Dove i tracciati si equivalgono l’attuale tradizionale bus risulterà più veloce,.
Nelle ipotesi migliori si risparmieranno mediamente 1,4 minuti rispetto al servizio odierno. Nell’ipotesi
peggiore ci sarà invece un ritardo medio di 1,2 minuti; ma per chi utilizzerà i mezzi extraurbani il ritardo
medio potrà arrivare anche a 5 minuti.
È questo che ci aspetta? 143 milioni di euro (+ iva) per diminuire la velocità di spostamento?
Lo studio conclude che “il servizio previsto sul nuovo sistema di tipo filoviario ... solo nell’ora di massima
punta e solo nei giorni scolastici il sistema non ha la capacità adeguata...”. Singolare come obiettivo
raggiunto: il sistema di TPL sarà “capace” solamente nelle ore di morbida. Il servizio, conclude lo studio di
progetto per la nuova filovia, confida di raggiungere gli standard di “ efficienza ed efficacia” solamente se
un domani si potrà“ sfruttare la possibilità che dovrebbero essere offerte dalla normativa par fare evolvere
il nuovo sistema di trasporto verso un sistema a più alta capacità/veicolo”!!!
“Pare evidente – conclude Lorenzo Albi- che anche i tagli al TPL di questi giorni siano in sintonia con una
politica che non può che portare ad un aggravio delle criticità legate alla domanda di mobilità. È ormai
parere condiviso che per una mobilità che sia sostenibile e che risponda ai fabbisogni crescenti di trasporto
per studio e lavoro, oltre a potenziare il trasporto pubblico e non a demolirlo, contemporaneamente serva
promuovere misure di disincentivazione nell’uso delle auto private, realizzando così il trasferimento di quote
della domanda dai mezzi individuali a quelli collettivi.”
Lorenzo Albi
Presidente di LEGAMBIENTE VERONA
Verona, 11 giugno 2012

COMUNICATO STAMPA

TAGLI ALLA MOBILITA' PUBBLICA :UNA SCELTA SBAGLIATA

Oltre ai tagli odierni cosa ci aspetta con la nuova filovia?Lo sviluppo di una mobilità più efficiente e sostenibile è un obiettivo strategico condiviso da tutti, almeno in Europa. La mobilità costituisce infatti, insieme all’energia, uno dei temi chiave per rilanciare l'economia inun momento di grave crisi come quella che stiamo vivendo, realizzando un percorso di riorientamento versoun modello di sviluppo diverso.A Verona, in compagnia a moltissime altre città Italiane, questo obiettivo è solamente proclamato e, nei fatti,completamente disatteso.L’arretratezza dei nostri sistemi urbani in relazione ai temi della mobilità è forse l’aspetto più emblematicodella sfida che comporta la sostenibilità urbana. Di fatto siamo malati di traffico: gli spostamenti urbaniancora oggi si basano prevalentemente sull’uso del mezzo individuale (3/4 degli spostamenti viene fatto inauto), mentre il trasporto collettivo, che sarebbe di gran lunga il più conveniente in termini di costi e diimpatti, ha sempre più un ruolo marginale. Da oggi con il taglio per il periodo estivo di 800 mila km dipercorrenza sul trasporto pubblico locale (TPL) il suo ruolo si ridurrà ancor di più. E dal momentoche entrerà in azione la nuova filovia, se mai la vedremo partire, la perdita complessiva permanentesarà di oltre due milioni di chilometri, un terzo del totale.In controtendenza a queste miopi e errate scelte, i rilevamenti e i dati nazionali desunti dalle varie indaginidimostrano che se da una parte è sensibilmente diminuita la domanda di mobilità effettuata con il mezzoproprio (-10,9% gli spostamenti in auto nel 2011), dall'altra è aumentata quella relativa all'utilizzo dei mezzipubblici (+ 37,2% periodo 2006/2011), pur se in diminuzione nell'ultimo anno (Isfort, Istituto Superiore diFormazione e Ricerca per i Trasporti, indagine Osservatorio “Audimob”, 9° rapporto sulla mobilità urbana inItalia, 2012).La crisi economica ha, infatti, prodotto la diminuzione dei redditi disponibili delle famiglie, riducendo iconsumi e favorendo la scelta della soluzioni di trasporto meno costose, e andare in auto è molto più costosoche andare in autobus, nonostante gli aumenti tariffari applicati un po’ in tutta Italia negli ultimi mesi. Inoltretra le concause dell'incremento della domanda di TPL c'è l’aumento del prezzo della benzina, mai così altocome nel 2011 e in questa prima parte del 2012, oltre all’assenza di incentivi all’acquisto di veicoli a minorconsumo e ad un sistema sempre più stringente di regole sui livelli ammissibili di emissioni inquinanti nellearee urbane che determinano l'avvio di procedure d'infrazione (multe salate) allo Stato che a sua volta sirivale sui sindaci.Se questo è vero, anche volendo trascurare tutte le esternalità negative riconosciute alla mobilità privata(congestione del traffico, inquinamento dell'aria, elevata incidentalità, costi economici elevati legati allalentezza negli spostamenti …) appare sempre più incomprensibile a quale gioco si stia giocando.Imputare le responsabilità alla Regione Veneto, che indubbiamente ne ha molte, per effetto dei tagli allespese, la quale a sua volta rilancia le responsabilità sul precedente governo e così via, può certamenteapparire una valida giustificazione ma considerando che gli attori principali di tali azioni appartengono aglistessi schieramenti politici e che il progetto della nuova filovia nel suo “equilibrio economico finanziario”risponde esclusivamente a leggi di mercato inadeguate e improprie per un servizio pubblico, tagliare sultrasporto pubblico locale appare una scelta premeditata e non una necessità.“Se da un lato va sottolineato che da oltre dieci anni gli investimenti statali e regionali premiano la strada adanno della ferrovia – ha commentato Lorenzo Albi, presidente di Legambiente Verona – con lo Statoche ha finanziato dal 2002 al 2011 interventi per il 72,1% diretti a nuove strade lasciando il 12,5% per le ferrovie e il 15,4% per le linee metropolitane, scelte aggravate nella nostra Regione che nello stesso periodoha riservato ben il 92,3% per strade, il 7,7% per le ferrovie e nulla per le linee metropolitane, con una precisastrategia della mobilità che ha puntato a far crescere il traffico su gomma, dall'altro va evidenziato che alivello locale ha prevalso la stessa logica , promuovendo in questo settore lo scellerato progetto di traforodelle Torricelle, proseguendo nel realizzare parcheggi in città, allargando le carreggiate a scapito delleciclabili e cestinando 125 milioni già erogati dallo Stato per la metro-tranvia che, se avviata a tempo debito,vedrebbe oggi certamente una città diversa”.La filoviaLo stesso progetto di filovia non pare rispondere coerentemente alla domanda di mobilità sostenibile edefficiente. Il dato che emerge - oltre ad “… una notevole penalità per l’utenza che attualmente dispone diservizi diretti verso il centro…” per effetto del già citato taglio di un terzo dei chilometri della rete urbana eextraurbana, oltre a dichiarare che “... la realizzazione della filovia e dell'acquisto dei mezzi sia avulsa dallivello di domanda di traffico e dalla produzione di trasporto filoviario e automobilistico derivante dalloscenario di progetto...” dato che è assente un Piano Urbano della Mobilità, oltre a dover cambiare mezzo piùvolte per raggiungere la meta e per l'utente extraurbano acquistare un nuovo biglietto – è che dovendocalcolare il tempo di attesa e di trasbordo da un mezzo all’altro per l’utenza dei quartieri periferici, in molticasi il tempo di percorrenza complessivo peggiorerà sensibilmente, pur essendo i tracciati filoviari più diretti.Dove i tracciati si equivalgono l’attuale tradizionale bus risulterà più veloce,.Nelle ipotesi migliori si risparmieranno mediamente 1,4 minuti rispetto al servizio odierno. Nell’ipotesipeggiore ci sarà invece un ritardo medio di 1,2 minuti; ma per chi utilizzerà i mezzi extraurbani il ritardomedio potrà arrivare anche a 5 minuti.È questo che ci aspetta? 143 milioni di euro (+ iva) per diminuire la velocità di spostamento?Lo studio conclude che “il servizio previsto sul nuovo sistema di tipo filoviario ... solo nell’ora di massimapunta e solo nei giorni scolastici il sistema non ha la capacità adeguata...”. Singolare come obiettivoraggiunto: il sistema di TPL sarà “capace” solamente nelle ore di morbida. Il servizio, conclude lo studio diprogetto per la nuova filovia, confida di raggiungere gli standard di “ efficienza ed efficacia” solamente seun domani si potrà“ sfruttare la possibilità che dovrebbero essere offerte dalla normativa par fare evolvereil nuovo sistema di trasporto verso un sistema a più alta capacità/veicolo”!!!“Pare evidente – conclude Lorenzo Albi- che anche i tagli al TPL di questi giorni siano in sintonia con unapolitica che non può che portare ad un aggravio delle criticità legate alla domanda di mobilità. È ormaiparere condiviso che per una mobilità che sia sostenibile e che risponda ai fabbisogni crescenti di trasportoper studio e lavoro, oltre a potenziare il trasporto pubblico e non a demolirlo, contemporaneamente servapromuovere misure di disincentivazione nell’uso delle auto private, realizzando così il trasferimento di quotedella domanda dai mezzi individuali a quelli collettivi.”

Lorenzo Albi

Presidente di LEGAMBIENTE VERONA

Verona, 11 giugno 2012

 
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