Piante medicinali del bosco secco. Cantoni di Zapotillo e Macarà
Ecuador 2007
UE- COSV – UNL
L’Ecuador è considerato uno dei più importanti paesi del mondo in termini di biodiversità, in quanto dispone di una grande varietà genetica di piante denominate medicinali, tanto introdotte quanto originarie, distribuite tra Sierra, costa e Amazzonia. L’utilizzo di particolari piante a fini curativi risale a testimonianze storiche di civiltà e culture antiche che hanno trasmesso le loro conoscenze etnomedicinali dai tempi più remoti.
Con la conquista di questo territorio da parte degli spagnoli, vennero introdotte nuove specie vegetali, e con esse nuove forme di utilizzo e credenze che incrementarono le conoscenze degli abitanti stessi. Il progresso e lo sviluppo della scienza ha permesso di analizzare i componenti chimici di alcune di queste piante, e sintetizzarli in laboratorio, permettendone l’utilizzo più razionale. Attualmente esiste una grande richiesta a livello mondiale di queste particolari piante per la produzione di tisane, infusi, oli essenziali, cosmetici, etc.
L’80 per cento della popolazione ecuadoriana dipende dalla medicina tradizionale e di conseguenza dalle piante e /o dai prodotti naturali che da queste si ricavano a scopi curativi o lenitivi ( Anon, 1997). Questa tendenza sta crescendo perché l’accesso della popolazione a cure mediche, alle medicine e all’assistenza sociale è in generale difficile.
Più che la ricerca di una maggiore efficacia curativa, e di un minor costo sociale, la necessità di sradicare pratiche nocive nella cura di malattie, di evitare gli effetti collaterali provocati dai prodotti di sintesi, e raggiungere il concetto solistico di salute e malattia, hanno fatto sì che non solo gli abitanti delle zone rurali, i contadini indigeni o gli abitanti dei quartieri urbani utilizzino questa medicina, ma anche la classe economica media e alta.
La mancanza di una politica specifica in campo sanitario da un lato, e le Normative sulla Salute vigenti, dall’altro, impongono ostacoli legali alle pratiche della medicina tradizionale-che richiede l’utilizzo di piante medicinali- dal momento che sono state considerate, fino a poco tempo fa, pratiche nocive ed empiriche, rifiutate dallo Stato e dalla medicina occidentale.
La raccolta delle piante viene realizzata direttamente dai consumatori, abitanti delle popolazioni rurali o indigene, che le destinano ad uso personale o al commercio, su richiesta di intermediari, venditori o commercianti e , a volte, da parte di ricercatori o turisti, anche se questi ultimi spesso le raccolgono direttamente.
Nella maggior parte dei casi, le piante raccolte ,vengono utilizzate e commercializzate come materia prima, intera o in parti, sminuzzata o polverizzata, sotto forma di estratti, prodotti sintetici puri o grezzi. Vengono utilizzate sia per preparare infusi o the, sia per la cura di ogni tipo di sintomo: dal mal di testa ai dolori muscolari, nelle affezioni cutanee come rivitalizzanti, come antibiotici o animicotici.
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