A qualcuno piace caldo

Stefano Caserini

A qualcuno piace caldo

 

Errori e leggende sul clima che cambia

 

“Sul clima nessuno ha la verità in tasca, ma almeno qui si fa piazza pulita delle bugie”

Luca Mercalli Rai3, Che tempo che fa

 

Edizioni ambiente

Pagine 348

Anno 2008

 

"Una guerra di religione”: "una banale ideologia secolare”': "la più grande mistificazione degli ultimi 15 anni”: "pura speculazione metafisica sconfessata dai fatti reali”: questo è il livello degli argomenti di chi nega resistenza del riscaldamento globale. Sull' altro fronte, messaggi come "caos clima”: "clima impazzito”: "10 anni per fermare i disastri del clima" concorrono a sostenere la visione catastrofista del problema. In questi termini, sembra che la "questione del clima che cambia” si risolva nell' opposizione tra due schieramenti un po' ottusi. L’obiettivo di A qualcuno piace caldo è fare chiarezza, a partire dalle teorie di chi sostiene che il problema non ci sia, permettendoci di verificare se le affermazioni dei negazionisti, a volte clamorose e comiche, reggono il confronto con 1'approfondimento scientifico.

 

Nell’informazione sui cambiamenti climatici si assiste a una pericolosa biforcazione. Da un lato, la quasi totalità degli scienziati concorda nell’individuare le attività umane quali principali responsabili dell’aumento di CO2 in atmosfera e quindi delle temperature globali; dall’altro, sui media trovano spazio argomentazioni che di scientifico spesso hanno poco e che negano qualunque valore all’imponente mole di evidenze che si va accumulando. Per riportare il dibattito entro i limiti di una discussione scientificamente corretta, in A qualcuno piace caldo si analizzano le posizioni dei “negazionisti” evidenziandone, con ironia e senza tecnicismi, le fragilità, le incoerenze, le manipolazioni e, in alcuni casi, i condizionamenti esercitati da lobby e gruppi di pressione. Una lettura indispensabile per comprendere un fenomeno che tocca molto da vicino la vita di ciascuno di noi.

 

Stefano Caserini, nato a Lodi nel 1965, dopo la laurea in Ingegneria Ambientale e il Dottorato di Ricerca in Ingegneria Sanitari ha iniziato a svolgere attività di ricerca scientifica sull’inquinamento dell’aria e le emissioni in atmosfera presso il Politecnico di Milano, dove attualmente insegna Fenomeni di Inquinamento. Consulente di enti pubblici e aziende private sulle tematiche legate all’impatto delle attività umane sull’ambiente e agli inventari delle emissioni in atmosfera, è autore di pubblicazioni scientifiche e divulgative. Ha collaborato come revisore al Quarto rapporto di valutazione dell’IPPC, Terzo Gruppo di Lavoro.