AMBIENTE ITALIA 2005
100 indicatori sullo stato del paese
Innovazione, qualità, territorio: idee contro il declino
EDIZIONI AMBIENTE
PRIMA EDIZIONE: MARZO 2005
PAGINE: 236
Ambiente versus declino: questa in sintesi la chiave di Ambiente Italia 2005. Il Rapporto di Legambiente, curato dall’Istituto Ambiente Italia, propone quest’anno- accanto al tradizionale set di 100 indicatori statistici in grado di cogliere cambiamenti e tendenze nello stato del paese-una raccolta di analisi, riflessioni, proposte su quanto costa all’ambiente la perdita di capacità innovativa da parte del sistema-italia, e su come propio l’ambiente possa e debba giocare da protagonista nelle strategie contro il declino.
Molte e molto autorevoli le firme : Anna Maria Artoni, Fabrizio Barca, Duccio Bianchi. Guglielmo Epifani, Roberto Formigoni, Luciano Gallino, Emilio Gerelli, Gianmaria Gros-Pietro, Alberto Malocchi, Claudio Martini, Ermete Realacci, Giovanni Valentini, Gianfranco Viesti.
Questa coppia ambiente- competitività è bene esemplificata dalla questione energetica. Il 16 febbraio 2005 è entrato in vigore il Protocollo di Kyoto, e l’italia che l’ha ratificato è lontanissima dal proprio obiettivo di riduzione delle emissioni di anidride carbonica. Ma mentre continuano a mancare atti politici concreti e conseguenti nelle sole due direzioni utili ad applicare il trattato-migliorare l’efficienza energetica e sviluppare le nuove fonti rinnovabili a cominciare dal solare e dall’eolico- c’e ancora chi non vede una verità evidente: le politiche di riduzione delle emissioni che danneggiano il clima non sono necessarie soltanto all’ambiente, servono anche all’economia perché con esse diminuiscono i costi per le imprese (se si consuma meno energia per unità di Pil ) e aumenta l’indipendenza energetica del paese (se si investe in fonti non “d’importazione”come quelle pulite).
Ma il ruolo dell’ambiente come irrinunciabile fattore competitivo è decisivo in tutte le principali strategie per sconfiggere il declino: sta dentro l’impegno contro l’illegalità diffusa e la criminalità organizzata, che dall’abusivismo edilizio alle ecomafie devastano il territorio e che soprattutto nel sud rappresentano un formidabile disincentivo allo sviluppo economico; sta dentro la necessità di investire molto di più in educazione, formazione, ricerca, risorse immateriali e dunque squisitamente ecologiche; sta dentro l’esigenza di valorizzare quel cosiddetto “capitalismo territoriale” che è il primo prodotto tipico italiano e il motore del successo del “made in italy”, la cui caratteristica più originale è in un fortissimo radicamento nelle risorse locali (paesaggio, beni culturali, agricoltura e turismo di qualità, saperi tradizionali, legami sociali, patrimoni di convivialità e di “buon vivere “ ).
Legambiente è l'associazione ambientalista più diffusa in Italia, con oltre 1000 gruppi locali, 20 comitati regionali e circa 150.000 tra soci e sostenitori. Tra le iniziative più importanti e popolari di Legambiente, le grandi campagne di analisi e informazione sull'inquinamento (Goletta Verde, Treno Verde, Fiuminforma, Salvalarte, Mal'Aria, Cambio di Clima); le attività di volontariato e turismo ambientale (Operazione Spiagge Pulite, Puliamo il Mondo/Clean-up the World, Festa dell'Albero, Cento Strade per Giocare, Nontiscordardime-Operazione Scuole Pulite, campi estivi); le battaglie contro l'ambiente illegale e le ecomafie; l'impegno per una piena valorizzazione delle aree protette e delle economie territoriali basate sulle produzioni tipiche di qualità; le attività di educazione ambientale e di formazione che coinvolgono migliaia di insegnanti e di ragazzi; l'azione per evidenziare e contribuire a combattere l'intreccio tra problemi ambientali globali e sottosviluppo. Legambiente invia in abbonamento ai soci il mensile La Nuova Ecologia.