Il partito del cemento

Il partito del cemento

 

Politici, imprenditori, banchieri. La nuova speculazione edilizia.

Prefazione di Marco Travaglio

 

Chiare Lettere editore

Giugno 2008

Pagine 298

 

“Non ci sono soltanto storie di ordinario malaffare e straordinaria speculazione, in IL PARTITO DEL CEMENTO… c’è la nostalgia per una terra che un tempo attirava uomini di cultura e oggi calamita palazzinari e professionisti del brutto… la nostra Striscia di Gaza, senza bombe ma tutto asfalto e cemento. Con meno abitanti, ma più case, più auto, più barche, più turisti (ancora!) e più arresti per tangenti e gare truccate.”

Dalla prefazione di Marco Travaglio

 

Adesso come allora. Come ai tempi de LA SPECULAZIONE EDILIZIA di Calvino (1957). Una nuova colata di cemento si abbatte sull’Italia, a partire dalla Liguria. La febbre del mattone non conosce ostacoli perché raccoglie consensi trasversali, a al diavolo il paesaggio. Chi può, se ne va ai Carabi.

Castelli, ex fabbriche, conventi, colonie, ex manicomi, ospedali: tutto si può “riqualificare”, parola magica che nasconde ben altro.

Politici locali e nazionali, di destra e di sinistra, imprenditori, alti prelati, banchieri, siedono contemporaneamente in più consigli di amministrazione e si spartiscono cariche pubbliche, concorsi, appalti, finanziamenti.

Allo scopo servono anche associazioni culturali o in difesa dell’ambiente, appuntamenti gastronomici, feste e premi. Controllori e controllati spesso sono la stessa persona, famigliari o amici fidati. “Fare sistema” da queste parti vuol dire costruire una rete sul territorio che non lascia spazi a chi non è della partita. In nome degli affari.

La Liguria sta coprendosi di quasi tre milioni di metri cubi di cemento e se non c’è più posto a terra, si prova sul mare, costruendo nuovi porti per decine di migliaia di posti barca. Non mancano neppure i grattacieli, opera di architetti prestigiosi (Bofill e Fuksas a Savona, Consuegra ad Albenga) che hanno messo da parte qualsiasi scrupolo paesaggistico (ma Renzo Piano si è ritirato da un progetto che inizialmente portava la sua firma).

Parlando di cemento e di piani regolatori, si arriva necessariamente a parlare della mancanza di regole di una classe dirigente in bilico tra l’imbroglio, la trama del sottogoverno e l’interesse personale. Di un’umanità approssimata moralmente e culturalmente.

Addio all’Alassio di Carlo Levi e di Hemingway, addio alla Sanremo di Calvino, addio alle Bocche di Magra della Duras, di Vittoriani, Pavese, Einaudi. Addio alla Liguria degli artisti e degli intellettuali. Ma non tutto è perduto, c’è chi si batte e ottiene risultati sorprendenti. Basta cominciare dal basso. Tutti possiamo esercitare il ruolo di cittadini, come dimostrano le associazioni libere e le iniziative che sono nate in questi mesi, in questi anni.

 

Marco Preve vive a Genova, dove lavora alla redazione di “l Repubblica” e si occupa di cronaca giudiziaria. Collabora con “L’Espresso” e “Micromega”. Nel luglio 2006 è uscita proprio su “Micromega” una sua lunga inchiesta scritta insieme a Ferruccio Sansa sulla speculazione edilizia in Liguria.

 

Ferruccio Sansa vive a Genova. Ha lavorato per molti anni a “la Repubblica”. Da l2007 è inviato de “Il Secolo XIX”. Ha pubblicato la raccolta di racconti SE CI FOSSIMO PARLATI (De Ferrari, 2001) e, con Luigi Offeddu, i libri- inchiesta RAGAZZI DI SATANA (Bur, 2005) e MILANO DA MORIRE (Bur, 2007). Collabora con “Micromega”.