2 Rapporto sulle energie rinnovabili 2007

2 ° rapporto sulle energie rinnovabili 2007

Legambiente

175 pagine

2007

a cura di Rodolfo Pasinetti e altri

 

Presentazione

A due anni di distanza dal primo “Rapporto sulle energie rinnovabili” torniamo, con la seconda edizione anch’essa realizzata grazie  alla collaborazione di Sorgenia e curata dall’Istituto Ambiente Italia, a dare il nostro contributo per una migliore conoscenza del mondo delle energie pulite: i numeri forniscono il quadro della situazione italiana e permettono il paragone con i Paesi europei e con il resto del mondo; gli approfondimenti più tecnici, con l’indicazione per ciascuna fonte di dettagli applicativi e normativi, offrono strumenti operativi utili in particolare per le aziende e gli enti locali.

Il quadro che emerge da questo secondo Rapporto è quello di un Paese fortemente in ritardo rispetto alla produzione di energia “pulita”, cresciuto in 15 anni di soli 5 Mtep. In Italia le fonti rinnovabili contribuiscono per  appena il 7 % al fabbisogno energetico, e peraltro la parte del leone la fanno ancora le “vecchie” rinnovabili: grane idroelettrico e geotermia. La situazione è davvero negativa sia rispetto alle potenzialità del nostro Paese, sia perché puntare di più sulle rinnovabili, fonti “casalinghe” e non importate, renderebbe più autonomo e più sicuro – oltre che meno inquinante- il nostro sistema energetico. Il mancato decollo delle rinnovabili in Italia è poi l’altra faccia della medaglia dell’inadempienza agli impegni del protocollo di Kyoto: dal 1990 ad oggi le emissioni di anidride carbonica, in gran parte legate alla combustione delle fonti fossili, sono aumentate del 13%, mentre entro il 2012 dovrebbero ridursi – sempre rispetto al 1990- del 6,5%. Senza un deciso e rapido scossone che faccia aumentare il contributo delle energie rinnovabili, in particolare del solare e dell’eolico, ai consumi di energia, l’Italia è destinata ad indossare stabilmente la “maglia nera” nella lotta ai mutamenti climatici.

Come mostrano i dati di questo Rapporto, l’immobilismo italiano è reso ancor più vistoso dal dinamismo europeo. Per quanto riguarda l’eolico, ad esempio, malgrado un incremento di oltre il 35% registrato dal 2004 al 2005, l’Italia resta al di sotto dei 2.000 MW installati, contro i 18.428 MW della Germania, gli oltre 10.000 della Spagna, i 3.122 della piccola Danimarca.

Ma è soprattutto il solare a mostrare i ritardi più gravi: siamo il “Paese del sole”, ma ospitiamo la “miseria” di 9 m2 ogni 1.000 abitanti di pannelli solari per il riscaldamento, cifra lontana anni luce da quella dell’Austria (287 m2/1.000 abitanti) e della Grecia (276 m2/1.000 abitanti), e ben al di sotto della stessa media europea (circa 35 m2/1.000 abitanti). Va ancora peggio con il solare fotovoltaico: in Italia risultano installati 36 MW (0,62 W per abitante), mentre in un paese come la Germania, decisamente meno soleggiato del nostro, si è passati in un solo anno (dal 2004 al 2005) da 934 MW a 1537 M W (18 W per abitante).

 Questi dati sono l’inevitabile conseguenza di politiche energetiche che per anni hanno sistematicamente ignorato le fonti rinnovabili: le quali invece, insieme al miglioramento dell’efficienza energetica nella produzione e negli usi finali, sono la base obbligata su cui costruire un sistema energetico meno dipendente dal petrolio e dalle fonti fossili e dunque più efficiente, più sicuro e più pulito. Qualche segnale positivo di inversione di tendenza si legge nella Legga Finanziaria 2007, che prevede un fondo rotativo da 600 milioni di euro in tre anni per finanziare misure di riduzione dei gas serra e incentivi per favorire la diffusione di pannelli s0olari termici, il risparmio energetico nell’edilizia, la sostituzione di caldaie ed elettrodomestici inefficienti. Il Governo inoltre ha annunciato che verranno presto approvati nuovi incentivi per il solare fotovoltaico, prendendo a modello il sistema gia in vigore con successo in Germania.

L’auspicio è che questi interventi segnino l’avvio di una nuova era delle rinnovabili italiane, indispensabile per combattere l’inquinamento sia locale che globale e anche per abbattere l’immenso “rosso” della nostra bolletta energetica con l’estero. Questo secondo “Rapporto sulle energie rinnovabili” è uno stimolo in più nella giusta direzione.