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A CHI TOCCA IL BIDONE DEL NUCLEARE?


È trascorso ormai un anno e mezzo da quando il Parlamento italiano ha approvato la legge Sviluppo e da allora il progetto del governo Berlusconi di ritorno del nucleare in Italia, anche se con grandi ritardi, sta assumendo sempre più forma, ma ancora non si è entrati nel vivo della questione e cioè la definizione delle aree dove verranno costruite le centrali.

Formalmente non è ancora possibile procedere alla localizzazione degli impianti atomici - perché manca ancora l’Agenzia per la sicurezza nucleare che per legge dovrebbe indicare le caratteristiche territoriali dei siti idonei a tal fine -, ma in realtà, grazie alle informazioni disponibili in letteratura, è già possibile simulare un processo di selezione delle aree disponibili.
Si può partire infatti dagli standard internazionali sull’energia dall’atomo e dalla vecchia carta geografica dell’Italia elaborata nel 1979 dall’allora Cnen, il Comitato nazionale per l’energia nucleare (anche se ovviamente non tiene conto della variazione delle condizioni al contorno causata dai cambiamenti climatici, come la modifica delle portate dei fiumi, l’aumento del rischio idrogeologico o del livello medio dei mari, etc.).
In questo dossier, che presentiamo in occasione del 23esimo anniversario della vittoria al referendum che chiuse la stagione nucleare italiana iniziata negli anni ’60, pubblichiamo l’elenco delle 50 aree potenzialmente idonee a localizzare una centrale nucleare, distribuite in 15 regioni italiane.

 

 
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