I VALORI DEL BIOLOGICO
Sociali, economici e ambientali

Il ruolo dell'agricoltura, ed in particolare dell'agricoltura biologica, è centrale nella nostra società perché è il settore che sa leggere meglio la nostra crisi e dare risposte concrete per il futuro, promuovendo un nuovo quadro di regole volte a riequilibrare le posizioni di forza fra chi produce e chi distribuisce, fra chi produce e chi fissa i prezzi, fra chi produce e chi impone dei pacchetti tecnologici fondati sul petrolio, sempre più insostenibili da un punto di vista economico, sociale ed ambientale.
Le imprese agricole biologiche hanno già vinto da tempo la sfida di produrre in modo più naturale senza l’uso di sostanze chimiche di sintesi e nel rispetto di elevati standard di benessere animale. Hanno vinto, anche ideologicamente, quella contro l’impiego delle sementi OGM. Oggi, vogliono promuovere i valori che ci permettono di affermare senza retorica né ipocrisia che il cibo non è una merce, che l'agricoltore è un attore centrale della nostra società, che lavora per contribuire all'innovazione, alla diffusione di una cultura dell’alimentazione di qualità, e alla tutela dell’ ambiente per la giustizia sociale.
Da qui nasce questo dossier sui valori del Biologico promosso da AIAB, Coldiretti e Legambiente in occasione delle dodicesima edizione della BioDomenica.
Le esperienze che descriviamo ci raccontano di agricoltori che si sono organizzati per incontrare direttamente e senza intermediari i cittadini, che a loro volta cercano un consumo sempre più critico e responsabile. Oggi è possibile scegliere quello che vogliamo, mangiare e non rimanere passivi davanti ad uno scaffale di un supermercato, dove qualcun altro ha già deciso per noi cosa e quando dobbiamo mangiare. Il successo dei mercati degli agricoltori ne è la prova, tanto che persino la Disney ha deciso di dedicare un numero di Topolino a “Zio Paperone e la campagna che va in città” così che anche i simpatici protagonisti del fantastico mondo di Paperopoli preferiscono acquistare direttamente i prodotti dagli agricoltori piuttosto che nella Grande Distribuzione Organizzata.
Si sta verificando, quindi, una vera e propria rivoluzione culturale nelle abitudini dei consumatori e le imprese agricole biologiche sono tra gli attori protagonisti.
Ma è necessario anche che i cittadini-consumatori siano informati in modo trasparente in merito al processo di formazione dei prezzi dei prodotti agricoli, perché il consumo consapevole comprende anche questo aspetto oltre a quello importantissimo della conoscenza delle qualità e dell’origine degli alimenti. Il cibo, fino a poco tempo fa, è stato svalutato e non gli é stato dato più un valore reale, per cui è necessario accelerare il cambiamento culturale in atto rispetto al nostro rapporto con l’alimentazione, cambiamento dal quale dobbiamo partire per ricostruire anche un più equo processo di determinazione dei prezzi dei prodotti che acquistiamo.
Il prezzo è giusto solo se è il risultato di un processo di produzione nel quale si garantisce un reddito equo per l'agricoltore, si riduce il più possibile l’impatto ambientale e, sul piano sociale, si rispettano le norme sui diritti dei lavoratori, aspetto quest’ultimo importante vista la notevole presenza di lavoratori extra-comunitari in agricoltura.
Il prezzo giusto ed equo è quello derivante da un processo di produzione nel quale i costi ed i ricavi sono equamente ripartiti tra tutti i soggetti della filiera e nel quale si rispettano tutte le norme vigenti in materia di tutela ambientale, del lavoro e non si grava la collettività di costi impliciti a modelli di produzione non più sostenibili.
Allo stesso tempo, l'agricoltura è sempre più parte attiva nella lotta al cambiamento climatico e proprio il metodo biologico è il modello di produzione che meglio di altri può mitigare le emissioni e permettere ai terreni ed alle colture di adattarsi più efficacemente ai cambiamenti climatici stessi.
Infine, l'agricoltura biologica accetta la sfida più importante: produrre senza usare neanche il minimo aiuto del petrolio. È un lungo cammino che abbiamo intrapreso e le esperienze che qui riportiamo, dimostrano che non solo è possibile produrre senza petrolio, ma che il biologico si rivela una volta di più uno dei modelli maggiormente dotati di una spinta innovatrice nel contesto del sistema economico, fondato sul lavoro vero e sulla produzione di beni e servizi per il bene comune.
La nostra energia deve essere sostenuta da politiche reali. In questo senso, la riforma della Politica Agricola Comunitaria è un'occasione straordinaria che può realmente indirizzare verso questo modello il mondo agricolo.
Le nostre Organizzazioni sono impegnate in questa direzione e la BioDomenica sarà ancora una volta di più un'occasione per dimostrare che un altro mondo è possibile e che i nostri agricoltori ne sono gli interpreti più genuini.













