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Dossier Ecofeste 2009

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La produzione di rifiuti e gli eventi pubblici

La produzione di rifiuti come conseguenza delle abitudini di consumo appare una caratteristica inscindibile dell’economia contemporanea. Nel caso dell’organizzazione di eventi pubblici, feste e sagre e più in generale di eventi in cui è previsto un servizio di catering, si assiste ad una notevole produzioni di rifiuti causata dall’utilizzo di piatti, bicchieri e stoviglie usa e getta. Qualche numero per inquadrare il problema:

-          produzione di scarto alimentare/pasto                   ~ 150g

-          produzione di rifiuto in plastica per stoviglie           ~ 20g

-          produzione di rifiuti cartacei                                        ~ 3-5g

Generalmente nella ristorazione collettiva (sagre, festivals ecc) la separazione alla fonte le diverse tipologie di rifiuti non è un compito agevole; spesso il flusso principale di rifiuto è dato dal conferimento congiunto di rifiuti in plastica (stoviglie), rifiuti cartacei (tovaglie e tovaglioli) e scarto alimentare. Si stima che nel 2006 in Italia sono stati venduti circa 8 miliardi di articoli monouso, largamente utilizzati per ragioni di semplificazione della distribuzione dei pasti [5].Una pianificazione anticipata dell’evento in termini di sostenibilità ambientale consente di individuare e programmare:

-          le tipologie di materiali e di rifiuti prodotti

-          la necessità di specifiche raccolte differenziate

-          la possibilità di stabilire i flussi di rifiuti da avviare a smaltimento o a recupero

In questo contesto l’impiego di stoviglie monouso biodegradabili e compostabili (SBC) rappresenta un’opzione interessante per semplificare e razionalizzare la raccolta differenziata e ridurre il flusso di rifiuti indifferenziato da avviare a smaltimento; sarà infatti possibile gestire un unico flusso di rifiuto raccolto in maniera differenziata, composto da due frazioni distinte (scarto alimentare e SBC), entrambe biodegradabili (ai sensi della norma europea EN 13432)[1]. Questo flusso di rifiuti può essere pertanto avviato a recupero attraverso compostaggio o digestione anaerobica.

L’impatto ambientale

Con lo strumento dell’LCA (life cycle analisis)[2] è possibile confrontare gli “impatti ambientali” per l’impiego di stoviglie usa e getta in Plastica e stoviglie in materiale biodegradabile in MaterBi, considerando anche le modalità di trattamento e smaltimento. Il risultato di una LCA per un impiego di 1000 kit di stoviglie mono-uso (forchetta + coltello +involucro) con avvio a compostaggio del flusso con SBC e parziale incenerimento (16%) dei flussi con stoviglie in plastica mostra [6] evidenti risparmi dell’opzione SBC rispetto all’impiego manufatti in plastica per quanto concerne:

  • Potenziale Effetto serra                                                       riduzione di 50kg CO2eq.
  • Potenziale di Acidificazione                                               riduzione di 7 mol H+ eq.
  • Potenziale di Eutrofizzazione                                              riduzione di 3600 g O2/g,max eq.
  • Consumo di risorse energetiche non rinnovabili          riduzione di 1500MJ eq.
  • Rifiuti solidi, non biodegradabili                                        riduzione di 22kg

Materiali considerati e flussi di rifiuti per 1000 pasti erogati

Materiale

Massa (kg)

Coltello + forchetta

Packaging

Rifiuto Alimentare

MaterBi

15,70

1,4

150

Policarbonato (PC)

13,68

1,2

150

Polistirolo GPPS

11,78

1,2

150

A livello della Provincia di Verona, con ca 900.000 abitanti possiamo fornire una stima (per difetto) di quelli che sono i potenziali di riduzione. Se consideriamo che le fiere del Riso di Isola della Scala, Vinitaly e Fiera Cavalli di Verona attirano ca 800.000 visitatori l’anno e se ad esse aggiungiamo un potenziale di 540.000 visitatori di sagre e feste paesane (il 35% della popolazione residente nel territorio Provinciale) otteniamo un stima pari a ca 700.000 pasti erogati con stoviglie usa e getta. Si tratta di una stima per difetto, che non considera l’apporto dovuto ai turisti che annualmente visitano il territorio Veronese (lago di Garda, Baldo, Lessinia, Verona città).

 

 

Fiera del Riso Isola

500.000

 

Fiera Cavalli

153.000

Fiere Veronese

Vinitaly

151.000

 

Totale

804.000

 

pasti con stoviglie monouso -50%

402.000

Popolazione

Provincia di Verona

911.206

 

pasti con stoviglie monouso 35%

318.922

Totale

720.922

La possibilità di sostituire le sole stoviglie in materiale Plastico con quelle in MaterBi consentirebbe un risparmio di ca 120t/a di rifiuti smaltiti (plastica + scarto umido) mentre analoghe quantità verrebbero riciclate mediante compostaggio/digestione anerobica.

I buoni esempi non mancano:

Le azioni di promozione dell’impiego di materiali riutilizzabili o biodegradabili durante eventi pubblici può vantare ormai una casistica nutrita in Italia. I diversi ambiti di impiego possono essere suddivise in:

  • Feste popolari  ed eventi pubblici
  • Mense scolastica

Tra le iniziative volte a prevenire la produzione di rifiuti, si annovera la strategia dalla Provincia Autonoma dell’Altoadige che mette a disposizione (noleggio) durante feste ed eventi pubblici un kit di stoviglie riutilizzabili insieme a lavastoviglie mobili. La provincia di Ferrara [1] ha invece focalizzato l’attenzione sin dal 2006 sulla diminuzione dei rifiuti in plastica generati dal consumo di acqua in bottiglia e di stoviglie usa e getta in grandi strutture come le mense scolastiche. Con un apposito bando pubblico rivolto a scuole superiori, enti pubblici, associazioni di volontariato e soggetti che operano senza fini di lucro sono stati proposti in comodato d’uso erogatori di acqua potabile e lavastoviglie industriali mense scolastiche. I macchinari sono stati consegnati a 7 scuole, 4 enti pubblici, 13 associazioni di volontariato, 6 associazioni di promozione sociale e 7 promotori di feste popolari e tuttora vengono utilizzati.

Spesso i casi l’impiego di SRB è il singolo Ente locale che promuove l’iniziativa, come nel caso del Comune Riciclone di Capannori[A1] in provincia di Lucca mentre casi più estesi a livello Provinciale e Regionale sono stati promossi con bandi o finanziamenti ad hoc dai rispettivi Enti Territoriali.

La città di Asti ha ospitato il Palio la 36° edizione del Festival delle Sagre. Oltre 40 pro-loco della provincia di Asti hanno proposto le loro specialità gastronomiche, accompagnate da vini DOC astigiani a migliaia di visitatori. Il più grande ristorante all’aperto d’Italia si è tinto di verde: la festa è stata arricchita dai caratteristici bicchieri di vetro da osteria, dai piatti di carta e dalle posate di materiale biodegradabile.

Tra gli eventi con particolare attenzione alla sostenibilità Ambientale, al consumo critico e al Commercio Equo e Solidale va menzionata la quarta edizione di  “Fa’ la Cosa Giusta”, che  ha scelto di stoviglie lavabili e borse biodegradabili.

Nel caso della Provincia di Trento [2] è stato creato nel 2007/08 il marchio ECOFESTA, che viene assegnato agli eventi quali fiere, feste pubbliche ed altre iniziative analoghe che prevedano l’afflusso di un alto numero di Persone in modo da promuovere l’utilizzo di piatti, bicchieri e posate non monouso (oppure biodegradabili). Una ECOFESTA è una manifestazione in cui si promuovono e diffondono le buone pratiche di riduzione dei rifiuti, prevedendo anche una forte raccolta differenziata con l’obiettivo più generale di abbattimento e miglioramento della produzione provinciale dei rifiuti. Una manifestazione diviene ECOFESTA se rispetta il requisito di ridurre gli impatti generati dai vari servizi di accoglienza e ristoro. [3]

Nel 2009 la Provincia di Parma [4] ha finanziato con due bandi provinciali 13 progetti di sostenibilità nei comuni del parmense e 73 feste a basso impatto ambientale. L’obbiettivo dichiarato è di eliminare le stoviglie in plastica usa e getta e di favorire l’impiego di stoviglie riutilizzabili.

Strumenti Pratici: Cosa può fare il singolo Comune

In tempi di ristrettezze economiche e di difficoltà di bilancio può essere utile prevedere delibere di indirizzo volte a promuovere l’impiego di stoviglie usa e riusa e SCB.

 

Una delibera tipo dovrebbe includere:

  • L’obbligo per tutte le feste, sagre o manifestazioni in genere con somministrazione di cibi o bevande di  utilizzare stoviglie, posate e bicchieri riutilizzabili (ceramica, vetro, metallo). .
  • Il divieto nell'ambito delle manifestazioni pubbliche dell'utilizzo di stoviglie non riutilizzabili, di plastica e difficilmente smaltibili.
  • I ricorso al  vuoti a rendere per la somministrazione delle bevande,
  • Laddove non fosse possibile l'utilizzo di stoviglie lavabili e riutilizzabili e si rendesse indispensabile l'uso di stoviglie monouso, queste dovranno essere in materiali termoplastici biodegradabili ai sensi della norma norma europea EN 13432. In questo caso dovrà essere prevista la RD di tali stoviglie insieme allo scarto umido.
  • L’obbligo della raccolta differenziata di Carta, Cartone, Scarto Umido, Vetro, Lattine, olio di frittura prevedendo un’adeguata azione di informazione da parte dei responsabili organizzativi rivolta agli espositori e ai visitatori degli eventi.

Dal punto di vista economico è possibile prevedere incentivi per l’acquisto di stoviglie SCB e/o per il noleggio/acquisto di stoviglie riutilizzabili. Un contributo economico indiretto può derivare dalla riduzione della tassa di occupazione del Suolo Pubblico per quegli eventi che prevedono di realizzare ecofeste secondo le strategie delineate in precedenza.

 

Legambiente Verona, Novembre 2009

 

 

Bibliografia

[1]          m. milone, http://www.ecodallecitta.it/notizie.php?id=100816, 2009

[2]          http://www.asia.tn.it/index.php?id=139&type=98; delibera g.p. n° 1783 d.d. 11/07/2008 (allegati)

[3]          linee guida per il marchio ecofeste, quater, Trento

[4]          Allegato alla delibera di giunta provinciale “criteri per l'assegnazione del marchio ecofeste in provincia di parma”, 2009

[5]          non food 04-2007 pp 30-36 barbara tomasi

[6]          dalla epd al gpp, la progettazione ecocompatibile: il caso delle stoviglie monouso, novamont 2007



[1] Norma europea EN 13432"Requisiti per imballaggi recuperabili mediante compostaggio e biodegradazione.

[2] La metodologia LCA (Life Cycle Assessment), è un procedimento oggettivo di valutazione di carichi energetici ed ambientali relativi ad un processo o un’attività, effettuato attraverso l’dentificazione dell’energia e dei materiali usati e dei rifiuti rilasciati nell’ambiente. La valutazione include l’intero ciclo di vita del processo o attività (definizione SETAC Society of Enviromental

Toxicology and Chemistry, 1993)

 

[A1]Capannori (Lucca), grazie al progetto “Ecosagre”, elimina le stoviglie usa e getta
Il progetto Ecosagre ha preso il via, in fase sperimentale, nella primavera del 2005, allo scopo di ridurre progressivamente la produzione dei rifiuti da stoviglie usa e getta nelle sagre e nelle feste di Capannori, comune di 45.570 abitanti in provincia di Lucca. Il progetto consisteva nell’acquisto e nell’introduzione di piatti, tazze e bicchieri riutilizzabili o biodegradabili durante le feste e nella gestione differenziata dei rifiuti prodotti.
Al progetto hanno collaborato l’azienda Ascit, che gestisce i servizi di igiene ambientale di Capannori, aziende private (come Novamont, specializzata in materiali biodegradabili e Pieruccini, specializzata in attrezzature alberghiere), alcuni comuni soci e la Provincia di Lucca, che ha fornito un contributo con 7.100 € (relativo al bando regionale INFEA 2004-2006). Costo complessivo: 17.930 €.

 

Ultimo aggiornamento Mercoledì 13 Luglio 2011 09:25  
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