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Home Rassegna stampa «Aprire un cantiere cancellerebbe il bosco»

«Aprire un cantiere cancellerebbe il bosco»

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Giovedì 28 Gennaio 2010 L'Arena

GLI AMBIENTALISTI. Questa sera anche i consiglieri di Zevio saranno chiamati ad esprimersi sul project financing

«Aprire un cantiere cancellerebbe il bosco»

Il vero problema dell’area? «L’emergenza idrica In questo tratto il fiume è ridotto a un rigagnolo»

«La carenza vera è l’emergenza idrica». Questa la tesi sottoscritta da Lorenzo Albi, presidente di Legambiente Verona, Manuela Formenti, responsabile provinciale Wwf, e Mauro Zuanazzi, circolo lupatotino di Legambiente, nelle osservazioni inviate a Venezia contro il riordino idraulico dell’Adige tra Pontoncello e località Giaron. Il progetto già presentato pubblicamente dalla Regione e dal consorzio sanmartinese che l’ha redatto, come prevede la procedura di Via (Valutazione d’impatto ambientale), interessa otto chilometri di fiume tra San Giovanni Lupatoto, San Martino Buon Albergo e Zevio. Previste movimentazioni che, riportando in posizione centrale l’alveo, metterebbero gli argini al sicuro da rischio idraulico.
Legambiente e Wwf chiedono a Venezia di dire no alla sostenibilità dell’iniziativa: «Si caratterizza principalmente come un’attività estrattiva, prevedendo di asportare più di 870 mila metri cubi di ghiaia e sabbia, col rischio di provocare gli stessi drammatici inconvenienti di una precedente, analoga attività. La vera criticità della zona in cui si pensa di intervenire non sta nella presenza eccesiva di ghiaia e sabbia, ma nella loro carenza», puntualizza una delle otto osservazioni spedite a Venezia.
Le due associazioni alludono a una cava esistente in zona fino a sette anni fa, «la cui attività causò l’abbassamento del letto del fiume e indispensabili, costosissimi lavori di consolidamento delle pile del ponte Perez e dei plinti della diga Sava».
Legambiente e Wwf sostengono: «A memoria d’uomo, l’area in questione non ha mai presentato episodi di rischio idraulico». Non solo: «Dopo il realizzo nel ’50 del canale idroelettrico, prevalentemente sulla destra del fiume si è formato un bosco fluviale di 350 mila metri quadrati, attestazione di come la corrente dell’Adige abbia perso capacità erosiva». Poi sottolineano che nel tratto San Giovanni-Zevio attingimenti irrigui estivi e canale Sava hanno ridotto l’Adige a un rigagnolo.
Dopo una dettagliata analisi ambientale e idraulica sullo stato di salute dell’Adige, il piano dell’Autorità di Trento, divenuto legge dello Stato, fissa le linee programmatiche cui devono attenersi gli interventi ai fini della sicurezza idraulica, del rilancio dell’ambiente fluviale e della sua fruibilità. L’area tirata in ballo da Legambiente e Wwf coincide con il nascente parco naturale di Pontoncello deliberato dai tre Comuni. Ciò premesso, è pollice verso a modifiche all’habitat: «Trasformare il bosco in un cantiere cancellerebbe questa ricchezza naturale».
Il parere del Comune di Zevio sul riordino idraulico dell’Adige attraverso la ricentralizzazione del suo corso, sarà ufficializzato oggi, durante il Consiglio convocato per le 18.30.P.T.
 
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