Domenica 28 Febbraio 2010 L'Arena
PESCHIERA. Chincarini, coinvolto nell’indagine sulle lottizzazioni replica a Legambiente con una nota del suo legaleIl sindaco: «Sermana? Mai autorizzato residenzestabili»
«Turisti non sono solo quelli che vanno in albergo...o no?» Ribadito che l’edificato è regolare La lottizzazione non è abusiva
Il sindaco di Peschiera Umberto Chincarini non ci sta e, per bocca del suo avvocato Giuseppe Poggi, replica al presidente di Legambiente Verona, Lorenzo Albi, in merito alle ultime decisioni della procura veronese sull’inchiesta delle lottizzazioni Sermana e Bassana.
Albi ricordava infatti che l’intero impianto d’accuse che ha coinvolto 14 persone, tra cui il primo cittadino e altri quattro amministratori del Comune di Peschiera, era partito da un esposto del 2006 dell’associazione ambientalista che evidenziava come le costruzioni della Sermana srl che dovevano avere vocazione alberghiera erano state vendute a privati in modo parcellizzato come abitazioni residenziali.
Nella nota, si stigmatizza la «continua fuga di notizie nonostante il doveroso riserbo nelle indagini giudiziarie che hanno portato gli stessi indagati a scoprire dai giornali dell’esistenza di provvedimenti nei loro confronti» e soprattutto si precisano alcuni punti.
In primo luogo, si sostiene che «il complesso immobiliare è stato edificato regolarmente, in base a titoli abilitativi perfettamente validi e l’unica cosa che la procura contesta è il successivo cambio di destinazione d’uso da turistico a residenziale unitamente alla vendita di singole unità del complesso stesso».
E precisa: «Indipendentemente dal cambio di destinazione d’uso, ammesso e non concesso che veramente sia stato svolto, l’immobile poteva e può esistere sul territorio sopra il quale è stato realizzato. Il termine di lottizzazione abusiva utilizzato si riferisce quindi solo al cambio di destinazione d’uso e non alla sua edificazione».
Si sottolinea poi con forza che «il Comune, il sindaco e le amministrazioni che si sono succedute negli anni non hanno mai inteso consentire che il complesso immobiliare venisse utilizzato per residenze abitative stabili, essendo tale complesso destinato ad uso turistico, in cui dovrebbe rientrare anche il concetto di seconda casa di vacanza, il classico alloggio estivo per periodi più o meno limitati (turisti non sono solo quelli che vanno in albergo...o no?).»
Il sindaco smentisce poi quanto sostenuto da Albi che nel Comune di Peschiera «non esistano più aree edificabili a uso residenziale con la necessità di cambiare la destinazione di immobili realizzati in altre aree. E francamente una simile tesi sarebbe assurda». Chincarini però su una cosa concorda con Legambiente e dice: «È vero invece, come pure sostiene Albi che la normativa regionale in materia lascia spazio a varie interpretazioni, che la materia è complessa, di difficile comprensione e sarebbe certamente auspicabile maggiore chiarezza in proposito a livello normativo».
Fino a qui la nota del sindaco attraverso il suo legale. Chincarini, lo ricordiamo, il 23 marzo prossimo è atteso all’udienza preliminare per rispondere dell’accusa di abuso in atti d’ufficio. E quella sarà l’occasione per il vero approfondimento.
Albi ricordava infatti che l’intero impianto d’accuse che ha coinvolto 14 persone, tra cui il primo cittadino e altri quattro amministratori del Comune di Peschiera, era partito da un esposto del 2006 dell’associazione ambientalista che evidenziava come le costruzioni della Sermana srl che dovevano avere vocazione alberghiera erano state vendute a privati in modo parcellizzato come abitazioni residenziali.
Nella nota, si stigmatizza la «continua fuga di notizie nonostante il doveroso riserbo nelle indagini giudiziarie che hanno portato gli stessi indagati a scoprire dai giornali dell’esistenza di provvedimenti nei loro confronti» e soprattutto si precisano alcuni punti.
In primo luogo, si sostiene che «il complesso immobiliare è stato edificato regolarmente, in base a titoli abilitativi perfettamente validi e l’unica cosa che la procura contesta è il successivo cambio di destinazione d’uso da turistico a residenziale unitamente alla vendita di singole unità del complesso stesso».
E precisa: «Indipendentemente dal cambio di destinazione d’uso, ammesso e non concesso che veramente sia stato svolto, l’immobile poteva e può esistere sul territorio sopra il quale è stato realizzato. Il termine di lottizzazione abusiva utilizzato si riferisce quindi solo al cambio di destinazione d’uso e non alla sua edificazione».
Si sottolinea poi con forza che «il Comune, il sindaco e le amministrazioni che si sono succedute negli anni non hanno mai inteso consentire che il complesso immobiliare venisse utilizzato per residenze abitative stabili, essendo tale complesso destinato ad uso turistico, in cui dovrebbe rientrare anche il concetto di seconda casa di vacanza, il classico alloggio estivo per periodi più o meno limitati (turisti non sono solo quelli che vanno in albergo...o no?).»
Il sindaco smentisce poi quanto sostenuto da Albi che nel Comune di Peschiera «non esistano più aree edificabili a uso residenziale con la necessità di cambiare la destinazione di immobili realizzati in altre aree. E francamente una simile tesi sarebbe assurda». Chincarini però su una cosa concorda con Legambiente e dice: «È vero invece, come pure sostiene Albi che la normativa regionale in materia lascia spazio a varie interpretazioni, che la materia è complessa, di difficile comprensione e sarebbe certamente auspicabile maggiore chiarezza in proposito a livello normativo».
Fino a qui la nota del sindaco attraverso il suo legale. Chincarini, lo ricordiamo, il 23 marzo prossimo è atteso all’udienza preliminare per rispondere dell’accusa di abuso in atti d’ufficio. E quella sarà l’occasione per il vero approfondimento.








