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Il titolare della discarica di Caluri: «Ormai subiamo danni incalcolabili»

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Giovedì 04 Marzo 2010 L'Arena

VILLAFRANCA. La società Rope annuncia che continuerà il percorso legale dopo la sentenza che vieta l’apertura


Il titolare della discarica di Caluri: «Ormai subiamo danni incalcolabili»

In tempo di crisi c’è chi non può lavorare per ordine del Tar. Non avviene in un cantiere qualsiasi, bensì nella discarica che la Rope di Cairo Montenotte (Savona) vuole riaprire a Caluri. Il sito per rifiuti speciali non putrescibili è stato contestato da enti, come i Comuni di Villafranca e Povegliano, dal comitato Caluri e da Legambiente. La terza sezione del Tribunale amministrativo regionale, qualche giorno fa, ha scelto di non procedere nell'esame del ricorso presentato dal comitato di frazione e dall'associazione ambientalista. La magistratura ha ritenuto sufficiente la prima sentenza, emessa all'inizio di febbraio, con cui annullò l'autorizzazione regionale alla discarica, contestata in un primo tempo dal Comune di Villafranca.
Da allora il cantiere è fermo, e Roberto Pensiero, legale rappresentante della Rope, non si dà pace all'idea delle perdite economiche che la sua azienda nel frattempo subisce, in un periodo non facile per l'economia. Pensiero s'infervora: «Chi devo ringraziare se subisco un danno incalcolabile? È una sentenza talmente sbrigativa che non entra nel merito del progetto. Non lo penso solo io, ma tutti i legali a cui nel frattempo ho mostrato il documento. Credo che abbia spiazzato gli stessi componenti del comitato contrario al sito».
Pensiero assicura che le carte per la discarica erano a posto. «Addirittura nella sentenza viene riportata una cosa che, secondo noi, non è vera, perché non esiste nessun vizio di procedura».
Il rappresentante della Rope sottolinea i problemi che il fermo del cantiere provoca alla sua azienda: «Qui si parla di milioni di euro investiti e se il decreto di autorizzazione della Regione è stato emanato è perché è stata condotta un’istruttoria approfondita e corretta. Se i magistrati avessero letto i fascicoli del procedimento avrebbero notato che lo Studio di impatto ambientale (Sia) spetta all'azienda».
Sul mancato coinvolgimento del Comune di Povegliano nel procedimento, contestato dal Tar, l’imprenditore osserva: «Abbiamo invitato Comuni che addirittura distano 20 chilometri dal sito di Caluri. Abbiamo presentato il progetto due volte. Addirittura Povegliano ha partecipato ad alcune fasi del procedimento. Il voto di questo Comune alla conferenza dei servizi, comunque, non avrebbe cambiato l'esito della finale dell'istruttoria». E commenta: «Questo è un paese dove un imprenditore, dopo tre anni di impegno per un progetto, non sa se i soldi che ha speso li potrà poi recuperare. L'impianto è lì, pronto ad entrare in esercizio, ma dovremo attendere mesi prima di sapere se potremo avviarlo». Roberto Pensiero conferma la volontà di proseguire con l'intervento: «Stiamo valutando ogni azione possibile per aprire l'impianto. Consideriamo sia l'azione legale, sia il rifacimento della Valutazione di impatto ambientale (Via). Dovremo consultarci con gli avvocati della Regione».
L'impresa dovrà tener conto anche del cambio ai vertici dell'amministrazione regionale di fine marzo, al seguito delle elezioni che rinnoveranno presidente, consiglio e giunta. «Noi non possiamo chiedere niente alla Regione», dice Pensiero, «dobbiano soltanto attendere che l'amministrazione regionale prenda in esame il progetto che abbiamo presentato due anni fa». E ribadisce: «Abbiamo bisogno di risposte certe, ma, purtroppo così non è. Un decreto ci ha imposto di sospendere i lavori, che abbiamo pressoché ultimato. Per noi rimane il danno che ormai è difficile da calcolare».
Anche Legambiente però è sicura nel voler contrastare la riattivazione della discarica di Caluri. Il presidente regionale dell’associazione ambientalista Michele Bertucco commenta: «Nel ricorso avevamo sollevato il mancato coinvolgimento di Povegliano. Il Tar non è entrato nel merito delle altre eccezioni giudicando la motivazione giuridica molto forte. Ora si tratta di capire cosa farà la ditta .Di fronte alla ripresentazione del progetto con il Comitato di Caluri metterremo in atto tutte le iniziative necessarie per scongiurare un ulteriore pericolo per i cittadini e per il territorio».
 
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