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Il trekking nei bastioni fra mura pericolanti e rifiuti

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Lunedì 15 Marzo 2010 L'Arena


LA VERONA NASCOSTA. Prima uscita dei partecipanti alla «Marcia Radetzky» di Legambiente


Il trekking nei bastioni fra mura pericolanti e rifiuti

Passeggiata in angoli incantevoli ma abbandonati al degrado e rovinati dalle intemperie. Porta Fura sommersa di scritte e cartacce

Potrebbero essere luoghi incantevoli, con una storia secolare che conferirebbe loro un alto potenziale turistico. Invece li si vede costellati di cocci di bottiglie, escrementi e altri rifiuti, con le cinte murarie scaligere, veneziane e asburgiche ricoperte dall’edera o, peggio, da vistose scritte fatte con le bombolette spray, e con i sentieri trasformati in pozzanghere di fango dalle intemperie. I tipici posti in cui fare attenzione a dove si mettono i piedi.
E’ l’amaro spettacolo che, in alcuni punti, si è presentato ieri mattina alla quarantina di partecipanti della «Marcia Radetzky», organizzata da Legambiente: una passeggiata con partenza da Castelvecchio per visitare parte del sistema murario cittadino. Uno dei luoghi a rischio degrado, per esempio, lo si trova varcando la medioevale Porta Fura (1100), nei pressi dell’ex caserma Riva di Villasanta.
La seconda uscita, il 28 marzo alle 10 partendo da piazza Bra, terminerà la visita ai bastioni salendo verso la collina, visitando Rondella delle Boccare in via Nievo, Rondella della Bacola e Castel san Felice, e poi ancora Rondella della Grotta e Batteria di Scarpa. Altre gite sono previste alle sorgenti di Montorio e al parco Adige Nord: anche queste serviranno per constatare lo stato dell’ambiente.
Tornando a Porta Fura, tratta di uno tra i manufatti più antichi di Verona, accesso ai possedimenti della vicina abbazia di San Zeno: qui sotto passò pure l’imperatore Federico Barbarossa. Albino Perolo, volontario di Legambiente e profondo conoscitore dell’architettura militare della città, loda la pulizia che è stata fatta sul tratto di riva su cui si affacciano questo complesso di mura, il quale venne modificato e potenziato dalle successive dominazioni. È stato tolto anche un vecchio cancello che impediva di accedere allo spazio verde vicino al fiume. Eppure, lo spazio chiuso tra le mura, proprio perchè appartato e buio, serve da luogo di ritrovo per compagnie che lo lasciano sporco e lo rovinano con le loro scritte. Una pulizia, insomma, occorrerebbe anche qui.
Ma a soffrire non sono solo gli angoli più nascosti: anche l’Arsenale non è in ottimo stato, soprattutto nella parte che esce su viale della Repubblica: lì, accanto al cancello d’ingresso, c’è il rudere di un capanno che non fa certo bella impressione.
Il gruppo ha poi proseguito il giro verso il Bastione di Spagna in via Porta Catena: una delle ultime opere progettate dal Sanmicheli. Anche questa importante fortificazione potrebbe presentarsi meglio agli occhi dei visitatori se non fosse oggetto di incuria decennale. Una fitta vegetazione vi cresce in cima e a ridosso.
E come ha fatto notare Perolo, una parte di muro è crollata già da molto tempo e il resto si mostra pericolante: ma tutto è lasciato così com’è. Il cumulo di pietre è stato semplicemente coperto con una rete rossa in plastica da cantiere. Una vergogna. L.CO.
 
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