Mercoledì 17 Marzo 2010 L'Arena
SAN MARTINO BUON ALBERGO. Dopo il no della commissione per la «Via», anche la Provincia blocca il progetto di bonifica di Ca’ Vecchia Discarica, bocciato l’ampliamento
Sarà la futura Giunta regionale a dire l’ultima parola sul piano di rimozione dei terreni inquinati che minacciano le falde acquifere
La giunta provinciale, visto il «no» della commissione sulla Valutazione di impatto ambientale, ha respinto il progetto di ampliamento della discarica di Ca' Vecchia, a San Martino Buon Albergo, presentato dalla Progeco ambiente. La bocciatura giunge 4 mesi dopo l'approvazione dello stesso piano da parte del Comune. Ora, l'ultima parola spetterà alla nuova giunta regionale.
La Progeco aveva previsto il raddoppio dell'impianto per pagare i costi di pulizia delle falde acquifere, contaminate dai rifiuti scaricati abusivamente e dal sottosuolo inquinato da ignoti prima che il sito fosse gestito dalla società. Siccome non sono mai stati individuati i responsabili degli scarichi ai quali addebitare i costi, la Regione ha sempre autorizzato aumenti di volume per pagare le spese di bonifica.
«Il Comune non ha i 20 milioni di euro per la messa in sicurezza né i 30 milioni per trasportare le scorie», ha spiegato il sindaco Valerio Avesani.
«Le amministrazioni locali, a cominciare da Comune e Provincia, dovrebbero collaborare maggiormente per impedire che con i piani di bonifica vengano allargate continuamente le discariche. Le aziende si preoccupano del business, ma è prioritaria la salute pubblica», osserva il presidente di Legambiente, Michele Bertucco. «La vicenda di Ca' Vecchia va avanti da decenni senza che ci sia ancora una soluzione definitiva e con l'eventualità che venga cambiata la tipologia di rifiuti da ricevere nella discarica», avverte.
«Per quanto riguarda le cause della contaminazione della falda acquifera, la differenza tra le due relazioni è che per il professor Cossu l'inquinamento della falda era dovuto alla presenza di rifiuti al di sotto dei lotti 4 e 5, non completamente bonificati, e alla presenza dei rifiuti nel lotto 0 (asportati nel febbraio 2007), mentre per il professor Di Molfetta l'inquinamento della falda era legato alla presenza di rifiuti esclusivamente sotto il lotto 5 e alla presenza dei rifiuti nel lotto 0», ha puntualizzato la commissione provinciale sulla «Via». «Per quanto riguarda i lotti 13 e 15 presenti nel nuovo progetto sembra che nessuno dei sondaggi effettuati evidenzi la presenza di rifiuti. La presenza di rifiuti sottostanti sembra abbastanza aleatoria ed il progetto si basa su questo. E' invece ipotizzabile che nel sottosuolo ci siano situazioni simili a quelle rinvenute nella parte meridionale del lotto 0: assenza di rifiuti ma presenza di sedimenti (ghiaie) sporchi di oli)».
La commissione «Via» ha aggiunto che «l'intervento di scavo esterno alla attuale discarica comporterebbe la dismissione di alcuni pozzetti di controllo che hanno segnalato nel tempo superamenti nelle acque di falda dei livelli normativi per alcuni parametri. Senza quei punti di verifica non sarebbe più possibile accertare l'esaurimento della contaminazione. Si evidenzia inoltre che, con l'approvazione del progetto, si aprirebbero nuovi fronti di scavo e nuovi lotti di discarica senza che alcuno dei vecchi lotti sia stato già ricomposto definitivamente esponendo gli enti, quali il Comune, a rischi enormi nel caso di intervento sostitutivo».
Il materiale asportato dai lotti 0, 5, 13 e 15, aveva rassicurato l'amministratore della Progeco ambiente, Giovanni Bonacina, durante il Consiglio comunale, «sarà isolato all'interno della discarica grazie a protezioni usate per gli scarti pericolosi. L'intervento di bonifica previsto sarà conclusivo».
Tra gli anni ’50 e gli anni ’90, ricordò il professor Antonio Di Molfetta, «i laghi e i buchi di Ca' Vecchia derivanti dall'asportazione di materiale per l'edilizia e dalla costruzione dell'autostrada furono riempiti con rifiuti urbani e industriali più che abusivamente direi in condizioni extra legem, cioè in assenza di leggi».
La Progeco aveva previsto il raddoppio dell'impianto per pagare i costi di pulizia delle falde acquifere, contaminate dai rifiuti scaricati abusivamente e dal sottosuolo inquinato da ignoti prima che il sito fosse gestito dalla società. Siccome non sono mai stati individuati i responsabili degli scarichi ai quali addebitare i costi, la Regione ha sempre autorizzato aumenti di volume per pagare le spese di bonifica.
«Il Comune non ha i 20 milioni di euro per la messa in sicurezza né i 30 milioni per trasportare le scorie», ha spiegato il sindaco Valerio Avesani.
«Le amministrazioni locali, a cominciare da Comune e Provincia, dovrebbero collaborare maggiormente per impedire che con i piani di bonifica vengano allargate continuamente le discariche. Le aziende si preoccupano del business, ma è prioritaria la salute pubblica», osserva il presidente di Legambiente, Michele Bertucco. «La vicenda di Ca' Vecchia va avanti da decenni senza che ci sia ancora una soluzione definitiva e con l'eventualità che venga cambiata la tipologia di rifiuti da ricevere nella discarica», avverte.
«Per quanto riguarda le cause della contaminazione della falda acquifera, la differenza tra le due relazioni è che per il professor Cossu l'inquinamento della falda era dovuto alla presenza di rifiuti al di sotto dei lotti 4 e 5, non completamente bonificati, e alla presenza dei rifiuti nel lotto 0 (asportati nel febbraio 2007), mentre per il professor Di Molfetta l'inquinamento della falda era legato alla presenza di rifiuti esclusivamente sotto il lotto 5 e alla presenza dei rifiuti nel lotto 0», ha puntualizzato la commissione provinciale sulla «Via». «Per quanto riguarda i lotti 13 e 15 presenti nel nuovo progetto sembra che nessuno dei sondaggi effettuati evidenzi la presenza di rifiuti. La presenza di rifiuti sottostanti sembra abbastanza aleatoria ed il progetto si basa su questo. E' invece ipotizzabile che nel sottosuolo ci siano situazioni simili a quelle rinvenute nella parte meridionale del lotto 0: assenza di rifiuti ma presenza di sedimenti (ghiaie) sporchi di oli)».
La commissione «Via» ha aggiunto che «l'intervento di scavo esterno alla attuale discarica comporterebbe la dismissione di alcuni pozzetti di controllo che hanno segnalato nel tempo superamenti nelle acque di falda dei livelli normativi per alcuni parametri. Senza quei punti di verifica non sarebbe più possibile accertare l'esaurimento della contaminazione. Si evidenzia inoltre che, con l'approvazione del progetto, si aprirebbero nuovi fronti di scavo e nuovi lotti di discarica senza che alcuno dei vecchi lotti sia stato già ricomposto definitivamente esponendo gli enti, quali il Comune, a rischi enormi nel caso di intervento sostitutivo».
Il materiale asportato dai lotti 0, 5, 13 e 15, aveva rassicurato l'amministratore della Progeco ambiente, Giovanni Bonacina, durante il Consiglio comunale, «sarà isolato all'interno della discarica grazie a protezioni usate per gli scarti pericolosi. L'intervento di bonifica previsto sarà conclusivo».
Tra gli anni ’50 e gli anni ’90, ricordò il professor Antonio Di Molfetta, «i laghi e i buchi di Ca' Vecchia derivanti dall'asportazione di materiale per l'edilizia e dalla costruzione dell'autostrada furono riempiti con rifiuti urbani e industriali più che abusivamente direi in condizioni extra legem, cioè in assenza di leggi».








