Giovedì 18 Marzo 2010 L'Arena
POLITICHE VERDI. Presentato il rapporto 2010 sui Comuni più impegnati nella lotta ai cambiamenti climaticiVerona città «sostenibile» Lo dice Legambiente
Seconda della classe dopo Brescia «Merito del teleriscaldamento» Ma aiutano anche ecoincentivi e raccolta differenziata
Alle volte le classifiche sorprendono. E non poco. Spesso si levano proteste in città per l’aria irrespirabile, come in tutte le città della Pianura padana, e in effetti abbiamo sforato parecchie volte i parametri delle polveri sottili. Eppure una nuova classifica di Legambiente e Ambienteitalia riconosce a Verona, e a chi l’amministra, una serie di iniziative a favore del buon clima.
È Brescia la città italiana più impegnata nella lotta ai cambiamenti climatici. Questo emerge dal rapporto Città Clima 2010 stilato da Legambiente e Ambienteitalia, presentato a Milano ieri. Nel rapporto è contenuta la classifica delle città italiane in cui si sono intraprese politiche verdi nel corso dei primi mesi di questo 2010.
A Brescia segue Verona, mentre al terzo posto c’è Genova. Milano e Roma si posizionano rispettivamente al 20esimo e al 21esimo posto. Fanalino di coda sono Enna, Messina e Siracusa. L’indice Città Clima è basata su una serie di parametri tra cui trasporti, efficienza energetica, l’uso di energie rinnovabili, la gestione di rifiuti e la presenza di aree verdi.
Legambiente non nasconde il ritardo dell’Italia nelle riduzione delle emissioni di gas serra ma, come ha detto il presidente nazionale Vittorio Cogliati Dezza «vuole vedere il bicchiere mezzo pieno».
«Questi dati non debbono far cantare vittoria», dice il presidente regionale di Legambiente Veneto Michele Bertucco, «ma essere di sprone a fare meglio. Se Verona è alta in classifica non è merito di questa amministrazione, ma della politica lungimirante degli amministratori degli anni Ottanta che decisero per il teleriscaldamento che limita le emissioni. Abbiamo approvato la scelta dell’installazione dei pannelli fotovoltaici allo Stadio, anche questo contribuirà a ridurre i danni, ma il problema vero dell’inquinamento della nostra città è il traffico e la presenza di industrie».
Dal canto suo, l’assessore all’ambiente Federisco Sboarina dice: «Faccio una premessa: non mi deprimo quando sono in basso nelle classifiche, nè mi esalto in questo caso. Ma sono convinto che le politiche ambientali messe in atto in questi mesi stiano dando i suoi frutti. Faccio esempi concreti: l’impianto fotovoltaico allo Stadio non resterà un caso isolato. Abbiamo approvato progetti per installare pannelli nei parcheggi, sui tetti delle scuole e in altri edifici. Spesso quando si parla di Verona si elogia la sicurezza, ma le variazioni di bilancio più sostanziose sono state fatte per l’ambiente», continua Sboarina e snocciola le iniziative, come per esempio gli incentivi per chi acquista una bici elettrica, o cambia l’alimentazione della propria auto con il Gpl e ancora, altri incentivi che il Comune dà a chi cambia il gasolio con il metano per riscaldare la propria casa.
«So benissimo che una voce importante che ha fatto schizzare Verona nella parte alta della classifica è quella del teleriscaldamento, che non abbiamo inventato noi come amministrazione. E di questo va dato atto a chi ci ha preceduti negli anni, ma sono convinto che questa amministrazione sta facendo tanto per l’ambiente. Anche nella raccolta dei rifiuti: ormai quella differenziata viene fatta nel 48% del territorio. Inoltre abbiamo promosso gli incontri nelle scuole, ricordo le Miglia verdi, gialle rosse e blu, iniziative fatte nelle primarie che hanno coinvolto circa 6 mila bambini che poi vanno a casa e spiegano ai genitori quali atteggiamenti ambientali tenere, come spegnere televisori per non sprecare energia con i led accesi, oppure chiudere i rubinetti dell’acqua se non serve tenerli aperti. Si tratta di molte iniziative che nel medio e lungo termine oltre a formare cittadini migliori daranno i loro frutti in termini ambientali», conclude l’assessore.
«Sono tanti gli esempi virtuosi di politiche sostenibilì intrapresi con buon senso dagli enti locali», ha sottolineato Cogliati Dezza. Secondo il presidente di Legambiente, puntare a città a basse emissioni è oggi un obiettivo possibile, a differenza di qualche anno fa.
Sono già più di 300, infatti, le amministrazioni locali italiane che hanno aderito al cosiddetto «patto dei sindaci», iniziativa nata a livello europeo, con cui s’impegnano ad andare oltre gli obiettivi che la Commissione Europea impone di raggiungere entro il 2020. E Verona ne fa parte. L’Italia è il secondo Paese, dopo la Spagna, per numero di adesioni da parte degli enti locali.
Tra i buoni esempi citati da Legambiente, spicca l’investimento in fonti di energia rinnovabile di città del sud come Agrigento e Lecce, che negli ultimi anni si stanno affermando come un polo di sviluppo delle rinnovabili a cominciare dal solare e dall’eolico.
È Brescia la città italiana più impegnata nella lotta ai cambiamenti climatici. Questo emerge dal rapporto Città Clima 2010 stilato da Legambiente e Ambienteitalia, presentato a Milano ieri. Nel rapporto è contenuta la classifica delle città italiane in cui si sono intraprese politiche verdi nel corso dei primi mesi di questo 2010.
A Brescia segue Verona, mentre al terzo posto c’è Genova. Milano e Roma si posizionano rispettivamente al 20esimo e al 21esimo posto. Fanalino di coda sono Enna, Messina e Siracusa. L’indice Città Clima è basata su una serie di parametri tra cui trasporti, efficienza energetica, l’uso di energie rinnovabili, la gestione di rifiuti e la presenza di aree verdi.
Legambiente non nasconde il ritardo dell’Italia nelle riduzione delle emissioni di gas serra ma, come ha detto il presidente nazionale Vittorio Cogliati Dezza «vuole vedere il bicchiere mezzo pieno».
«Questi dati non debbono far cantare vittoria», dice il presidente regionale di Legambiente Veneto Michele Bertucco, «ma essere di sprone a fare meglio. Se Verona è alta in classifica non è merito di questa amministrazione, ma della politica lungimirante degli amministratori degli anni Ottanta che decisero per il teleriscaldamento che limita le emissioni. Abbiamo approvato la scelta dell’installazione dei pannelli fotovoltaici allo Stadio, anche questo contribuirà a ridurre i danni, ma il problema vero dell’inquinamento della nostra città è il traffico e la presenza di industrie».
Dal canto suo, l’assessore all’ambiente Federisco Sboarina dice: «Faccio una premessa: non mi deprimo quando sono in basso nelle classifiche, nè mi esalto in questo caso. Ma sono convinto che le politiche ambientali messe in atto in questi mesi stiano dando i suoi frutti. Faccio esempi concreti: l’impianto fotovoltaico allo Stadio non resterà un caso isolato. Abbiamo approvato progetti per installare pannelli nei parcheggi, sui tetti delle scuole e in altri edifici. Spesso quando si parla di Verona si elogia la sicurezza, ma le variazioni di bilancio più sostanziose sono state fatte per l’ambiente», continua Sboarina e snocciola le iniziative, come per esempio gli incentivi per chi acquista una bici elettrica, o cambia l’alimentazione della propria auto con il Gpl e ancora, altri incentivi che il Comune dà a chi cambia il gasolio con il metano per riscaldare la propria casa.
«So benissimo che una voce importante che ha fatto schizzare Verona nella parte alta della classifica è quella del teleriscaldamento, che non abbiamo inventato noi come amministrazione. E di questo va dato atto a chi ci ha preceduti negli anni, ma sono convinto che questa amministrazione sta facendo tanto per l’ambiente. Anche nella raccolta dei rifiuti: ormai quella differenziata viene fatta nel 48% del territorio. Inoltre abbiamo promosso gli incontri nelle scuole, ricordo le Miglia verdi, gialle rosse e blu, iniziative fatte nelle primarie che hanno coinvolto circa 6 mila bambini che poi vanno a casa e spiegano ai genitori quali atteggiamenti ambientali tenere, come spegnere televisori per non sprecare energia con i led accesi, oppure chiudere i rubinetti dell’acqua se non serve tenerli aperti. Si tratta di molte iniziative che nel medio e lungo termine oltre a formare cittadini migliori daranno i loro frutti in termini ambientali», conclude l’assessore.
«Sono tanti gli esempi virtuosi di politiche sostenibilì intrapresi con buon senso dagli enti locali», ha sottolineato Cogliati Dezza. Secondo il presidente di Legambiente, puntare a città a basse emissioni è oggi un obiettivo possibile, a differenza di qualche anno fa.
Sono già più di 300, infatti, le amministrazioni locali italiane che hanno aderito al cosiddetto «patto dei sindaci», iniziativa nata a livello europeo, con cui s’impegnano ad andare oltre gli obiettivi che la Commissione Europea impone di raggiungere entro il 2020. E Verona ne fa parte. L’Italia è il secondo Paese, dopo la Spagna, per numero di adesioni da parte degli enti locali.
Tra i buoni esempi citati da Legambiente, spicca l’investimento in fonti di energia rinnovabile di città del sud come Agrigento e Lecce, che negli ultimi anni si stanno affermando come un polo di sviluppo delle rinnovabili a cominciare dal solare e dall’eolico.












