Lunedì 23 Agosto 2010 L'Arena
PESCANTINA. I dati sui Comuni «ricicloni»La «differenziata» cresce e il paese conquista il podio
È al terzo posto dopo Sant’Ambrogio e San Pietro in Cariano, ma può ancora migliorarsi
Pescantina sul podio nella classifica dei comuni ricicloni: è terzo dopo Sant’Ambrogio e San Pietro in Cariano, tra quelli sopra i 10 mila abitanti.
L’osservatorio di Legambiente che analizza lo stato della gestione dei rifiuti dei comuni italiani sulla base della quantità di raccolta differenziata ha infatti pubblicato il rapporto annuale.
Con un indice di buona gestione pari a 78,54 Pescantina si è classificata ventiduesima nella classifica generale relativa all’area del nord Italia. I primi due comuni, Sant’Ambrogio e San Pietro in Cariano, hanno del resto un indice di buona gestione molto vicino a quella di Pescantina, rispettivamente il 79,16 e il 78,58 per cento.
Anche grazie ai risultati ottenuti nel comune di Pescantina, il Consorzio di bacino Verona due del Quadrilatero, di cui Pescantina fa parte, ha ottenuto il premio speciale «Cento di questi consorzi» per la miglior raccolta differenziata a livello consortile.
«L’indice di buona gestione», spiega l’assessore all’ambiente Alfonso Marchesini, «non è altro che un vero e proprio voto attribuito alla gestione dei rifiuti urbani nei suoi molteplici aspetti ed è calcolato in base ai valori di una lista di indicatori tra i quali la percentuale di raccolta differenziata, la produzione pro capite totale di rifiuti urbani, il numero di servizi di raccolta differenziata attivati, la sicurezza dello smaltimento, l'efficacia del servizio.
«Viene riconosciuto l'appellativo di riciclone ai comuni che superino il 50 per cento di raccolta differenziata, rispetto a tutti i rifiuti urbani prodotti nel 2009, così come stabilito dalle norme comunitarie e dalla legge finanziaria del 2007».
Conclude Marchesini: «Sono veramente felice del buon risultato per Pescantina, ma ancora tanto deve essere fatto.
«E’ fondamentale un impegno massimo per coinvolgere tutta la cittadinanza, perché senza il contributo di ognuno di noi e senza la responsabilizzazione di ogni nostro gesto quotidiano, non saremo in grado di migliorare tale risultato».












