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Progetti di sviluppo nel mirino «Così non si fa pianificazione»

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Venerdì 27 Agosto 2010 L'Arena

IL PIANO D’AREA DELLE PIANURE E VALLI GRANDI VERONESI. Prevede strutture per l’agricoltura, l’industria e il turismo


Progetti di sviluppo nel mirino «Così non si fa pianificazione»


Legambiente boccia le proposte di Oppeano: esempio negativo Montagnoli non ci sta: «Si tratta di scelte già inserite nel Paque»

Con una corposa serie d’osservazioni Legambiente spara a zero sul Piano d’area delle Pianure e Valli Grandi veronesi, stilato dalla Regione per disciplinare l’utilizzo agricolo dei suoli di 33 paesi del medio e basso Veronese e metterli in relazione con il sistema urbano: «E’ un semplice contenitore di interventi proposti sommariamente dai Comuni e recepiti in forma acritica da Venezia». Come dire, il contrario della pianificazione.
Legambiente chiede quindi la predisposizione di un nuovo Piano, «più attento alle problematiche della pianura veronese».
Quale «esempio dell’andazzo non pianificatorio» l’associazione ambientalista cita il Comune di Oppeano: «Ha proposto una lista d’iniziative, tutte recepite, in alcuni casi anche in assenza di cartografia, e si accinge a trasformare pesantemente il proprio territorio senza che la pianificazioni superiore si esprima in merito».
Segue l’elenco delle opere, in parte di nuova costruzione: Scuola agricola a Ponte dell’Ebreo; Circuito delle corti rurali e storiche di Oppeano e Palù, «da valorizzare con attività didattiche legate al mondo agricolo e alle tradizioni rurali della Bassa»; Centro ippo-pet terapico, della salute e del benessere; Parco dello svago a Feniletto quale «polo di attività e manifestazioni dello spettacolo e della cultura in genere». A Feniletto è previsto anche un centro logistico, «per dare sviluppo al sistema produttivo».
Quindi, progetto Biopolis per la sperimentazione di edifici ecocompatibili; il Distretto agroalimentare del Veneto occidentale comprendente pure l’agrozootecnico, il centro tabacchi di Bovolone, i prodotti «Terra della mela e della fragola» anche di Zevio, Palù, Terrazzo e Ronco; il centro ad alta specializzazione produttiva con ditte anche di Gazzo, Bonferraro, Nogara, Minerbe e Bonavigo. E ancora, il Centro moda di Vallese e quello del mobile di Villafontana. Tutti interventi giudicati da Legambiente «distruttivi del territorio».
«E’ impensabile presentare iniziative senza informazioni su consumo del suolo, tipologia e potenziale bacino d’utenza che le giustifichino», afferma il presidente regionale di Legambiente, Michele Bertucco. «Mi riferisco, ad esempio, al centro logistico del Feniletto a ridosso di un sito d’interesse comunitario a protezione speciale, quando già in provincia ce ne sono e mal collegati tra loro. Oppure alla scuola agraria, quando a Buttapietra è previsto l’agricampus».
Legambiente chiede a Venezia di stralciare dal Piano l’ippo-pet terapia: «Le strutture previste sono eccessive, sembrano più interventi di speculazione edilizia». Via pure il parco dello svago, «perché a ridosso dell’omonima palude e dello sguazzo di Rivalunga». Idem per Biopolis: «In Veneto esistono già strutture dedicate a questo tipo di sperimentazione». Croce sopra anche sul Centro tabacchi («quello di Bovolone da sempre è di riferimento), sul moda e sul polo siderurgico di Vallese.
L’affondo di Legambiente sembra sorprendere il sindaco e parlamentare della Lega nord, Alessandro Montagnoli: «Buona parte delle specificità indicate nel Piano d’area Valli Grandi sono già inserite nel Paque (Piano d’area quadrante Europa) approvato in primavera dalla Regione, cui in parte si sovrappone. Mi riferisco al polo siderurgico, al Centro tabacchi, alla scuola d’agricoltura, al Centro logistico: 400 mila metri quadrati di fronte allo stabilimento Calzedonia».
Montagnoli smentisce di voler costruire davanti a Villa Rana, al Feniletto: «Il centro salute è previsto a valle della Transpolesana». Quindi il sindaco invita Legambiente a guardare alla totalità del territorio di Oppeano, grande 47 chilometri quadrati, tra i Comuni più ampi della provincia. «Di fronte a Calzedonia è prevista anche un’area verde, 80 mila metri quadrati di territorio sono vincolati a zona archeologica e di valorizzazione ambientale, su un’area di Vallese al confine con Zevio è stata bloccata l’attività di cava. Ho poi appena appaltato barriere antirumore, fatte con pannelli fotovoltaici, per 5,5 milioni di euro lungo la Transpolesana e monitoreremo in continuo l’ambiente intorno al polo siderurgico».
Montagnoli conclude rivendicando la «bontà» delle sue scelte, già recepite dal Paque, «con buona pace di Legambiente».
Ultimo aggiornamento Giovedì 02 Settembre 2010 09:15  
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