Giovedì 09 Settembre 2010 L'Arena
PESCANTINA. Dopo il parere contrario del Consiglio comunale, la commissione provinciale aveva dato l’ok Cava Vignega, la Regione dice «no» all’ampliamento
Venezia ha respinto la domanda essendo stato raggiunto il limite massimo del 3% del territorio destinato ad attività estrattiva
La Regione ha dato parere contrario all'ampliamento della cava Vignega. Il diniego è apparso sul Bur (bollettino ufficiale regionale) n. 71 del 31 agosto 2010. La ditta Azienda agricola Vignega srl, nel dicembre 2005 aveva presentato in Regione istanza per l'ampliamento della cava di sabbia e ghiaia, denominata "Vignega" situata nel Comune di Pescantina, con la relativa documentazione progettuale.
Il Comune di Pescantina con deliberazione del Consiglio n. 30 del 20.04.2006, ha espresso motivato parere contrario alla domanda presentata dalla ditta. In un successivo passaggio è stato chiesto il parere della Commissione tecnica provinciale per le attività di cava (Ctpac) di Verona. La Provincia ha comunicato il parere favorevole della commissione, condizionato però alla verifica da parte della Regione della disponibilità delle aree di potenziale escavazione in ambito comunale. Il successivo esame della richiesta da parte del Comitato tecnico regionale delle attività estrattive (Ctrae) ha evidenziato il contrasto con quanto previsto dalla legge regionale 44/82 e 5/2000, in quanto la percentuale delle aree escavate rispetto alla superficie di territorio disponibile per l'attività estrattiva ha già raggiunto il limite del 3%. Perciò la Regione ha ritenuto la domanda non accoglibile.
«L'alt a cava Vignega», commenta Michele Bertucco, presidente di Legambiente Veneto, «è stato possibile per il limite di escavazione previsto dalla legge regionale 44 del 1982 (3% del territorio comunale), ma cosa succederà quando questo limite verrà tolto come previsto dal nuovo Piano regionale per l'attività di cava? Il rischio è che ai Comuni venga a mancare l'unica arma che ha consentito di tutelare parzialmente il loro territorio. Per questo sarebbe importante, come avvenuto all'inizio degli anni '90, che i Comuni si schierassero per chiedere maggiori regole in un settore come quello dell'escavazione, da sempre al centro di inchieste giudiziarie. Anche la Provincia di Verona dovrebbe rafforzare la propria attività di vigilanza e richiedere maggiori deleghe e competenze su questa materia. È eclatante nel caso di cava Vignega che la Provincia di Verona non fosse in grado di stabilire da sola il superamento del limite di escavazione previsto dalla legge». Ribadisce il sindaco di Pescantina, Alesandro Reggiani: «Su cava Vignega e sulle altre attività di escavazione presenti nel nostro Comune rimane alta la tensione e la vigilanza degli Uffici competenti affinché il territorio non subisca altre lacerazioni, oltre a quelle già esistenti».












