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TUTTE LE INIZIATIVE

 
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MAL'ARIA DI CITTÀ
2012
L'inquinamento atmosferico e acustico nelle città italiane

La cronica malattia di cui soffrono le città italiane, ovvero la pessima qualità dell'aria, non accenna a placarsi. Se da una parte aumentano le città che rispettano i limiti per l'ozono, peggiorano quelle che sono oltre i valori di legge per il biossido di azoto e i superamenti del PM10.

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ECOMAFIA GLOBALE
Radiografia dei traffici illeciti di rifiuti:i numeri, le rotte, i Paesi coinvolti e leproposte


Il 6 dicembre 2011 nel porto di Taranto la Guardia di finanza, insieme all’Ufficio Antifrode dell’Agenzia delle dogane e con la collaborazione, sin dalle fasi iniziali delle indagini, del Consorzio Polieco, scopre una
organizzazione transnazionale dedita al traffico globale di rifiuti plastici e vecchi copertoni.

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PENDOLARIA 2011

Tagli e caos, disagi e treni soppressi
Il Veneto taglia del 20% i treni regionali
Verona: pochi treni anche nelle fasce dei pendolari

Sesta edizione di Pendolaria, la campagna di Legambiente dedicata alla mobilità sostenibile e ai diritti di chi, ogni giorno, sceglie il trasporto pubblico su ferro per spostarsi.

Come nella scorsa edizione, purtroppo, anche quest’anno si deve rilanciare un forte allarme che riguarda le città e i pendolari italiani.

Il fenomeno del pendolarismo e del continuo aumento della sua domanda è strettamente legato ai cambiamenti avvenuti nel territorio e nella società italiana, nel lavoro e nella domanda di mobilità, per effetto della continua crescita dei costi dell’abitare negli ambiti urbani. E’ un processo che riguarda in particolare gli ultimi due decenni con alla base l’“esplosione” delle periferie delle principali città italiane, arrivate a inglobare i Comuni limitrofi dove si sono trasferite migliaia di persone che continuano a lavorare e studiare nel capoluogo, mentre si sono distribuite nel territorio attività e funzioni.

Purtroppo per i pendolari il 2011 è stato l’annus horribilis che avevamo preannunciato nella scorsa edizione di Pendolaria, con tagli e aumenti del costo dei biglietti in quasi tutte le Regioni italiane, dovuti a una drastica riduzione delle risorse da parte dell’ultimo governo Berlusconi.

Per chi ogni mattina prende il treno risulta sempre più insopportabile una condizione del servizio ogni giorno più scadente, perché i treni sono diminuiti e ogni giorno più affollati, dentro le solite vecchie carrozze.

Meno 20% in Veneto, meno 13% nelle Marche, meno 12% in Liguria, meno 10% in Abruzzo e Campania: ecco solo alcuni numeri relativi ai tagli dei treni per i pendolari attuati nel 2011 nelle Regioni italiane che pure, negli ultimi due anni hanno visto aumentare le schiere degli utenti (+ 7,8%) raggiungendo quota 2 milioni e 830 mila. Numeri enormi che illustrano senza equivoci la misura in cui il disagio e le difficoltà per chi ogni giorno ha necessità di muoversi per raggiungere il proprio posto di lavoro o studio aumenteranno.

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INQUINAMENTO ATMOSFERICO A VERONA:

PM 10 ALLE STELLE NEMMENO LA PIOGGIA AIUTA

E’ EMERGENZA SANITARIA

 

I dati diffusi a livello nazionale collocano Verona al secondo posto in Italia, a pari merito con Milano, per la cattiva qualità dell'aria che si respira.

Il fenomeno registra un consistente peggioramento rispetto al 2010, tant’è che ad ieri il superamento dei limiti previsti normativamente per le polveri sottili ammontava a 113 giorni, già ben oltre quanto raggiunto negli anni immediatamente precedenti che erano stati rispettivamente 105 nel 2009 e 77 nel 2010. Siamo quindi di fronte a una preoccupante “inversione di tendenza”, ricordando peraltro che i giorni di superamento consentiti sono non più di 35/anno.

Sono queste le inevitabili conseguenze di una politica della mobilità, quale attuata dal Comune di Verona, basata essenzialmente sul trasporto privato e non su un efficiente incremento del trasporto pubblico e di altri mezzi quali la bicicletta, o sulla promozione della pedonalizzazione, come avviene da tempo nel resto d'Europa.

Va infatti ricordato che è lo stesso Comune ad asserire, a pag 2 del suo Progetto Preliminare relativo al "Sistema di trasporto pubblico di tipo filoviario" che "il solo PM 10 è prodotto a Verona per il 76% dai trasporti stradali".

La situazione di Verona, peraltro, non potrà in futuro che peggiorare, stante la prevista trasformazione della tangenziale sud in raddoppio autostradale; il devastante progetto del Traforo delle Torricelle-Tangenziale Nord e l'attivazione di quattro forni inceneritori a Ca' del Bue.

 

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Osservazioni al Piano degli Interventi adottato con deliberazione del Consiglio Comunale n.59 del 8 settembre 2011.

Il sottoscritto Lorenzo Albi, Presidente dell’associazione Legambiente Verona, con sede in Via Bertoni, 4 37122 Verona, con riferimento al Piano degli Interventi adottato l’8 settembre del 2011 con delibera del Consiglio Comunale n. 59, presenta le seguenti osservazioni:

Premessa

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia sezione staccata di Brescia (Sezione Prima) ha annullato il Piano per il Governo del Territorio (PGT), equivalente al PAT per la regione Veneto, che il Consiglio Comunale del comune di Soncino aveva approvato in via definitiva.

Si tratta di una sentenza di rilevanza nazionale dato che, tra le motivazioni, si legge che, pur richiamando l’orientamento della giurisprudenza secondo il quale “… le scelte operate in sede di pianificazione urbanistica sono espressione di una discrezionalità molto ampia… - e pertanto non sono sindacabili in sede giurisdizionale…” le scelte dimensionali del Piano devono configurarsi “al di fuori dei casi di illogicità…”. Nel caso di specie il Collegio ha ritenuto che tale illogicità sussista per effetto di un previsto considerevole aumento della popolazione residente pur se “… l’evoluzione demografica del Comune di Soncino, addirittura negli ultimi quarant’anni, è caratterizzata da una sostanziale stabilità …”.

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XVIII EDIZIONE ECOSISTEMA URBANO 2011 (dati 2010)

BELLUNO LA CITTÀ MENO INSOSTENIBILE

NELLA MEDIOCRITA’ GENERALE VERONA GUADAGNA POSIZIONI

ECCO LA FOTO DELLE CITTA' ITALIANE  SCATTATA DAL RAPPORTO ANNUALE DI LEGAMBIENTE, AMBIENTE ITALIA E SOLE 24 ORE

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Le città meno insostenibili sono a nord del Belpaese: Belluno, Bolzano e Venezia le città che si piazzano in testa alle tre scale dimensionali (città grandi, medie e piccole) in cui quest’anno, per la prima volta, sono stati divisi i centri urbani.

Tra le “città grandi”, Comuni con oltre 200mila abitanti, spicca Venezia, che però primeggia per meriti, diciamo così, congeniti: ha un basso tasso di motorizzazione e buoni livelli di trasporto pubblico.

Tra le “città medie”, quelle con una popolazione compresa tra 80 e 200mila abitanti, primeggia Bolzano che solo in un paio dei 25 parametri analizzati da Legambiente so­pravanza le altre 103 città esaminate dalla ricerca. Per il resto strappa piazzamenti certo buoni, ma non ottimi, o occupa posizioni di rincalzo. Quella di Bolzano è insomma una vittoria relativa: più che la migliore, è la meno insostenibile.

Stesso discorso per le “città piccole”, con meno di  80mila abitanti, dove primeggia Belluno che addirittura solo in un indicatore (quello della produzione di rifiuti) si lascia alle spalle gli altri Comuni. In questo scenario statico, basta un leggero movimento per cambiare le carte in tavola.

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Dati: B.I.A. (Bollettino della qualità dell'aria),
ARPAV - Dipartimento Provinciale di Verona
Elaborazione: Legambiente Volontariato Verona
Valori di PM10 attesi in alcuni comuni della provincia di Verona
a cura di Legambiente Padova Onlus